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  • giovedì 30 Aprile 2015

Cosa succede a Baltimora

La storia della morte di Freddie Gray che ha generato proteste e violenze, e da ieri manifestazioni anche in altre città americane

Nelle ultime ore ci sono state nuove proteste negli Stati Uniti per la morte di Freddie Gray – un ragazzo nero di 25 anni morto dopo essere stato preso in custodia dalla polizia di Baltimora, nel Maryland, lo scorso 19 aprile – e più in generale contro i metodi violenti e spesso brutali utilizzati dagli agenti nei confronti soprattutto dei giovani neri. Si sono organizzate manifestazioni a Washington, Boston, Minneapolis e a New York, dove sono state fermate dalla polizia almeno 60 persone.

Gray era stato fermato dalla polizia il 12 aprile, aveva cercato di sfuggire ai controlli degli agenti e per questo motivo era stato inseguito e arrestato. Soffriva di asma e aveva chiesto di essere aiutato mentre veniva trascinato verso uno dei furgoni della polizia, utilizzato nei minuti seguenti per rispondere a un’altra chiamata per un altro arresto. Secondo le ricostruzioni, nel frattempo Gray si era sentito male ed erano passati circa 45 minuti prima che fosse chiamata un’ambulanza. Dopo un coma in ospedale di una settimana, il 19 aprile Gray è morto e sei agenti di polizia sono stati sospesi.

La vicenda di Gray ha portato nei giorni seguenti a numerose proteste a Baltimora, dove ci sono stati scontri tra manifestanti e polizia soprattutto questa settimana quando è stato celebrato il suo funerale. Il governatore del Maryland, Larry Hogan, ha dichiarato lo stato di emergenza e ha emanato un coprifuoco di una settimana dalle dieci di sera alle cinque del mattino, chiedendo anche l’intervento della Guardia Nazionale.

Nel tardo pomeriggio di mercoledì, poche ore prima dell’inizio del coprifuoco, centinaia di persone hanno partecipato a una marcia a Baltimora per chiedere giustizia per Gray e un trattamento più equo da parte della polizia nei confronti della comunità nera. A differenza dei giorni scorsi, non ci sono stati scontri con la polizia e la manifestazione è stata pacifica. I media americani hanno ripreso molto anche le immagini della partita di baseball della locale squadra degli Orioles in uno stadio vuoto, dopo che al pubblico era stato negato l’ingresso per motivi di sicurezza.

Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha intanto avviato un’indagine sulla morte di Gray, con l’intento di ricostruire soprattutto che cosa sia accaduto nei primi minuti dopo il suo arresto. La polizia di Baltimora ha avviato un’indagine interna che sta però richiedendo più tempo del previsto: inizialmente si era ipotizzato di rendere pubblici i risultati preliminari entro la fine della settimana, ma è stato deciso un rinvio per ulteriori approfondimenti. Mercoledì il Washington Post ha scritto che la secondo la testimonianza di un altro arrestato, Gray sbatteva i pugni e “cercava di ferirsi” all’interno del furgone.

Baltimora ha una grande comunità nera – gli afroamericani sono il gruppo etnico maggioritario in città – e un passato di violenza e criminalità diffusa, soprattutto nella zona ovest. Il New York Times ha messo insieme una mappa che mostra l’aspettativa di vita e il reddito delle zone di Baltimora dove si stanno verificando le maggiori violenze: entrambi i valori sono di gran lunga al di sotto della media. Nell’area dove Gray è stato inseguito e arrestato l’aspettativa di vita è per esempio di 69,7 anni, alla pari con l’Iraq e il Kazakistan.

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