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  • giovedì 23 Aprile 2015

I problemi della Clinton Foundation

La fondazione creata nel 2001 da Bill Clinton – e che riceve finanziamenti da tutto il mondo – potrebbe generare conflitti di interesse per Hillary Clinton?

La Clinton Foundation è un’associazione non governativa creata nel 2001 dall’ex presidente Bill Clinton – molti ex presidenti si dedicano alla filantropia e alla beneficenza dopo aver finito il loro mandato – per occuparsi delle ineguaglianze presenti nel mondo e “fornire risultati tangibili nel miglioramento della vita delle persone”. Hillary Clinton, moglie di Bill e da alcuni giorni ufficialmente candidata alla presidenza degli Stati Uniti, negli anni ha avuto un ruolo sempre più importante nella fondazione, che dal 2013 ha cambiato il suo nome in “Bill, Hillary & Chelsea Clinton Foundation” comprendendo così l’intera famiglia Clinton, compresa la figlia Chelsea oggi 35enne. Con la candidatura di Hillary Clinton, la stampa statunitense ha cominciato a osservare con più attenzione il lavoro della fondazione: e alcuni stanno criticando i suoi metodi.

Hillary Clinton si è dimessa dal board della fondazione il 13 aprile, un’ora e mezza dopo l’annuncio della candidatura per la presidenza degli Stati Uniti, ma nonostante questa decisione la rilevanza della Clinton Foundation nel passato di Hillary Clinton è stata molto discussa sui media americani: le donazioni alla Clinton Foundation sono viste da molti come una forma indiretta e illecita di finanziamento alla campagna elettorale di Hillary Clinton. In aggiunta, nel caso in cui Hillary Clinton dovesse diventare presidente, le donazioni alla sua fondazione potrebbero essere viste come le cause di un compromettente conflitto d’interessi.

Newsweek ha pubblicato il 18 aprile un articolo in cui raccontava che Victor Pinchuk, un oligarca ucraino tra i principali finanziatori della Clinton Foundation, ha molti ed evidenti rapporti d’affari con l’Iran. Ad accusare Hillary Clinton e la sua fondazione è anche Clinton Cash, un libro del giornalista conservatore Peter Schweizer che ha indagato sulle donazioni arrivate alla Clinton Foundation dall’estero. Nel libro – di cui il New York Times ha ottenuto una copia in anteprima, dopo aver contratto un accordo con l’editore insieme a Fox News – Schweizer scrive di aver individuato “un chiaro trend di transazioni finanziarie che riguardano i Clinton e che sono arrivate contemporaneamente con decisioni degli Stati Uniti che favorivano proprio quei finanziatori”.

La Clinton Foundation – che negli anni in cui Hillary Clinton è stata segretaria di stato (dal 2009 al 2013) ha sospeso gran parte delle donazioni estere che riceveva – ha risposto alle critiche, scrive Vox, con due decisioni: i nomi dei privati o degli enti che faranno donazioni saranno pubblicati ogni tre mesi, anziché ogni anno; e soprattutto la fondazione smetterà di raccogliere finanziamenti dalla maggior parte dei governi stranieri.

Oltre che da giornalisti e politici Repubblicani però, l’ipotetico conflitto d’interessi tra la Clinton Foundation e l’impegno politico di Hillary Clinton è criticato anche da alcuni Democratici. La soluzione secondo alcuni consisterebbe in una rinuncia della famiglia Clinton a guidare in maniera diretta la fondazione: ma, scrive Slate, “l’istinto dei Clinton è gestire il danno, piuttosto che eliminare completamente la minaccia. Se ce la faranno, proveranno a riottenere la presidenza senza dover abbandonare il controllo della fondazione”.

Hillary Clinton, in una fotografia del 15 dicembre 2014 (Photo by Andrew Burton/Getty Images)