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  • giovedì 23 Aprile 2015

Lo scambio di identità di una ragazza messicana

La storia di Alondra Luna Nunez, trasferita contro la sua volontà negli Stati Uniti perché una donna riteneva fosse sua figlia portata illegalmente dal padre in Messico

Negli ultimi giorni diversi siti di news americani si sono occupati della storia di Alondra Luna Nunez, una ragazza messicana di 14 anni che il 16 aprile è stata prelevata in Messico dalla polizia messicana ed è stata portata contro la sua volontà negli Stati Uniti. La storia di Luna Nunez è cominciata nel 2007, quando Dorotea Garcia, una cittadina statunitense residente a Houston, denunciò la scomparsa della figlia, dicendo che la bambina era stata portata illegalmente in Messico dal padre biologico senza il suo consenso. Stando a quanto detto dal ministro degli Esteri messicano, durante un recente viaggio in Messico la donna ha riconosciuto in Alondra Luna Nunez la figlia scomparsa.

Alla luce del riconoscimento il giudice incaricato di seguire il caso ha disposto che l’Interpol intervenisse per andare a prendere la ragazza e identificarla. Il 16 aprile mattina alcuni agenti dell’Interpol sono entrati in una delle scuole medie di Guanajuato, città del Messico centrale, e hanno portato via Alondra Luna Nunez contro la sua volontà. Un video – poi diventato virale – mostra il momento in cui la ragazza viene portata via da scuola.

Nonostante il tentativo di opporre resistenza, Alondra Luna Nunez è stata caricata in macchina e portata nel vicino stato di Michoacán. Lì un tribunale ha esaminato i certificati di nascita in possesso sia dei genitori di Alondra sia di Dorotea Garcia: a causa di alcune irregolarità riscontrate nel certificato della famiglia Nunez – irregolarità che non sono state meglio specificate dalle autorità – la ragazza è stata affidata direttamente alla donna di Houston ed è stata immediatamente trasferita in Texas, prima ancora di essere sottoposta al test del DNA.

Quando, una volta giunta a Houston, sono stati svolti tutti gli accertamenti del caso, è emerso dal test del DNA che Alondra Luna Nunez non era affatto la figlia di Dorotea Garcia e alla ragazza è stato quindi permesso di tornare in Messico. Resta comunque ancora da stabilire perché il test del DNA non è stato effettuato prima del trasferimento. Il giudice messicano responsabile ha detto che non era sua competenza richiederlo: per il momento la famiglia di Alondra Luna Nunez non ha fatto sapere di voler intentare qualche azione legale per quanto successo.

Nella foto: il cartello con cui i parenti hanno accolto Alondra al suo ritorno in Messico: “Bentornata a casa”