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  • mercoledì 25 Marzo 2015

Boko Haram ha rapito 500 donne e bambini

Centinaia di persone non si trovano più nella città di Damasak, liberata di recente dagli eserciti di Ciad e Niger: gli abitanti locali parlano di un sequestro di massa

Circa 500 donne e bambini, tra gli abitanti della città nigeriana di Damasak, non si trovano più. Damasak – che si trova nel nord-est della Nigeria, nello stato di Borno – era stata attaccata da Boko Haram alcuni mesi fa ed è stata liberata a marzo dagli eserciti di Nigeria, Ciad e Niger. Alcuni testimoni hanno detto a Reuters che i miliziani di Boko Haram hanno rapito centinaia di donne e bambini, uccidendone circa 50 prima di lasciare la città. Quando i soldati sono entrati a Damasak, hanno trovato sotto un ponte i corpi di 70 persone, uccise come in un’esecuzione capitale collettiva. La notizia del sequestro di massa è stata confermata anche da Mike Omeri, il portavoce del governo nigeriano incaricato di tenere i rapporti con la stampa riguardo la lotta contro Boko Haram. Omeri ha detto però che non è ancora possibile per il governo dare una cifra precisa delle persone rapite.

Souleymane Ali, un commerciante di Damasak sentito da Reuters, ha detto che tra le persone che non si trovano più ci sono sua moglie e tre delle sue figlie. Mohamed Ousmane, un altro commerciante intervistato da Reuters, ha detto che i miliziani hanno preso le sue due mogli e tre dei loro figli. Una donna di 40 anni ha raccontato che Boko Haram ha costretto le persone rapite a riunirsi nella principale moschea di Damasak, prima di portare fuori tutti dalla città.

Maina Maaji Lawan, il senatore che rappresenta lo stato di Borno nel Parlamento nigeriano, ha detto a Will Ross, il corrispondente di BBC in Nigeria, che il caso di Damasak è tipico del modo in cui opera Boko Haram e ha confermato che molte centinaia di bambini non si trovano più. Lawan ha detto: «I più piccoli vengono dati alle madrasse, i seminari islamici… e i maschi che hanno tra i 16 e i 25 anni vengono indottrinati per compiere delle missioni orribili».

Dall’inizio di febbraio gli eserciti di Ciad e Niger sono intervenuti nel nord-est della Nigeria per liberare i territori attaccati e occupati da Boko Haram. Alcune città dei due paesi, in particolare quelle che si trovano lungo il confine con la Nigeria, erano state attaccate da Boko Haram nello stesso periodo, e l’esercito nigeriano non si era dimostrato in grado di intervenire in maniera efficace. Tra tre giorni, sabato 28 marzo, in Nigeria si terranno anche le elezioni presidenziali, già rimandate lo scorso febbraio a causa degli attacchi di Boko Haram. Dal 12 marzo scorso Boko Haram si considera un gruppo “affiliato” allo Stato Islamico (o ISIS): il suo obiettivo è istituire un Califfato Islamico nel nord-est della Nigeria.

nella foto: soldati nigeriani tengono in mano una bandiera di Boko Haram dopo avere liberato la città di Damasak, nel nord-est della Nigeria, il 18 marzo 2015. (REUTERS/Emmanuel Braun)