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  • mercoledì 18 Marzo 2015

Santiago Calatrava è stato assolto per il ponte di Venezia

L'architetto spagnolo non è responsabile dei guai nella realizzazione del Ponte della Costituzione, e così anche tre dirigenti comunali

I giudici della Corte dei Conti del Veneto hanno assolto l’architetto spagnolo Santiago Calatrava e tre dirigenti dei Lavori pubblici del Comune di Venezia (Roberto Scibilia, Salvatore Vento e Roberto Casarin) dall’accusa di danno erariale per la realizzazione del Ponte della Costituzione, che collega piazzale Roma alla stazione Santa Lucia. La città di Venezia aveva chiesto un risarcimento di circa 3,8 milioni di euro per i costi nettamente superiori a quelli dichiarati durante la gara d’appalto e per le alte spese di riparazione e manutenzione sostenute. La procura ha già fatto sapere che ricorrerà in appello.

Del quarto ponte sul Canal Grande si iniziò a parlare già nel 1996: l’approvazione definitiva del progetto da parte del Comune di Venezia arrivò nel 2001 e servirono altri sette anni perché la struttura venisse realizzata: il ponte di Calatrava – in acciaio, vetro e pietra – doveva essere costruito in 456 giorni, ma ne servirono 2.052; secondo i calcoli del progetto esecutivo doveva costare 6,7 milioni e ne costò invece 11,6. La Procura aveva dunque contestato una serie di errori e di gestione dell’appalto, ai quali si sarebbe cercato di rimediare in corso d’opera, con varianti, aumenti di costi e di tempi. Il procuratore Carmine Scarano aveva sostenuto in particolare che il ponte era costato 3,88 milioni di euro di troppo, contestando altri 816 mila euro per manutenzione tra 2009 e 2013, e altri 37 mila tra monitoraggi e sostituzione di lastre rotte. Dopo circa dieci anni di indagini e un anno di sospensione, in attesa che la Cassazione autorizzasse la citazione di Santiago Calatrava, la Corte dei Conti ha stabilito che per i ritardi e l’aumento dei costi non ci sono responsabili da perseguire.

Non è la prima volta che Calatrava supera per i suoi progetti il budget iniziale previsto. A Valencia in Spagna, dove l’architetto è nato, ha costruito – con una spesa prevista di 300 milioni di euro – la Ciutat de les Arts i les Ciències (la Città delle Arti e delle Scienze): un complesso mastodontico su una superficie di 350 mila metri quadri, che comprende al suo interno un planetario, una sala conferenze, un ponte, un teatro dell’opera, un museo della scienza e che costituisce la sua opera più grande realizzata finora. Durante la costruzione, durata 21 anni, il budget iniziale è però triplicato, creando alla Comunità Autonoma Valenciana che aveva commissionato l’opera nel 1996 un debito di oltre 700 milioni di euro.