• Cultura
  • giovedì 26 febbraio 2015

Le opere di Banksy a Gaza

Ha fatto dei disegni tra le macerie della città e ha pubblicato delle foto e un mini-documentario sul suo sito: “Scopri una nuova destinazione quest'anno”

Aggiornamento del 9 aprile
La polizia palestinese ha confiscato un murale realizzato da Banksy su una porta nella Striscia di Gaza, lo scorso febbraio. La porta apparteneva a Rabea Darduna, che l’ha venduta all’artista palestinese Belal Khaled per circa 160 euro. Dopo aver scoperto che si trattava di un’opera di Banksy – solitamente vendute a centinaia di migliaia di euro – Darduna ha denunciato Khaled per truffa e un tribunale ha ordinato di restituirgliela. Il murale raffigura una dea che si tiene la testa tra le mani.

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Il noto artista di strada Banksy è stato a Gaza e ha pubblicato alcune foto e un mini-documentario sul suo sito. Stando a quanto è mostrato nel video, Banksy è entrato nella Striscia di Gaza tramite dei tunnel sotterranei ed è risalito in superficie attraverso una porta di metallo. Nel video – che si intitola ironicamente “Scopri una nuova destinazione quest’anno”, come se fosse un video di promozione turistica – ci sono anche diversi riferimenti alla grave situazione in cui si trova Gaza dopo la guerra contro Israele della scorsa estate: ci sono diverse immagini di bambini che si aggirano tra le macerie e in sovrimpressione vengono mostrati i numeri dei morti e delle case distrutte nella guerra.

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