• Mondo
  • mercoledì 18 Febbraio 2015

L’esercito ucraino si è ritirato da Debaltseve

La città più contesa delle ultime settimane è ora sotto il controllo dei separatisti filo-russi, ma nessuno ha ancora annunciato la fine della tregua

Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha detto che l’Ucraina sta ritirando i suoi soldati da Debaltseve, città della regione di Donetsk contesa da diverse settimane da esercito ucraino e separatisti filo-russi. Poroshenko ha detto che l’Ucraina ha già ritirato circa l’80 per cento dei suoi soldati da Debaltseve: ha negato però che le truppe ucraine fossero state accerchiate dai ribelli, spiegando invece che il ritiro era già stato pianificato. Diversi testimoni hanno visto decine di carri armati e colonne di soldati ucraini allontanarsi da Debaltseve. Intanto il governo ucraino ha detto che alcuni soldati sono stati catturati dai separatisti filo-russi e fatti prigionieri a Debaltseve: secondo i ribelli, invece, centinaia di soldati ucraini si sono consegnati ai nemici.

Nonostante in Ucraina sia in vigore una tregua da sabato notte, i combattimenti a Debaltseve non si sono mai fermati. Debaltseve viene considerata una città rilevante strategicamente, perché lì si trova uno snodo ferroviario molto importante. Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha detto che la tregua non è stata violata, nonostante i combattimenti. Secondo Lavrov, Debaltseve si deve considerare parte del territorio già sotto il controllo dei separatisti filo-russi al momento dell’inizio della tregua decisa a Minsk, in Bielorussia, la scorsa settimana. Per questa ragione, dice Lavrov, l’allontanamento dei soldati ucraini è legittimo.

Anche i rappresentanti dei governi occidentali che hanno firmato gli accordi a Minsk – Francia e Germania – hanno detto che la tregua non può considerarsi completamente violata. Gli ultimi sviluppi su Debaltseve, scrive David Stern di BBC, sembrano avere creato una specie di “precedente” sul rispetto degli accordi di Minsk. Stern scrive che accettare una violazione della tregua di queste dimensioni – o in alternativa avere accettato a Minsk un accordo con i separatisti che assicuri loro ampie libertà di azione nella regione di Donetsk – ha la conseguenza di indebolire la posizione del presidente ucraino Poroshenko. Il governo ucraino potrebbe dovere rinunciare in futuro a rispondere militarmente ad altre “eccezioni” alla tregua, ovvero ad altri attacchi compiuto dai separatisti filo-russi. Stern scrive: «Merkel e Hollande hanno a lungo insistito che non c’è una soluzione militare per la guerra in Ucraina orientale. Ora potrebbe non esserci più nemmeno una soluzione diplomatica».