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  • venerdì 13 Febbraio 2015

L’Iran e la droga

Un reportage fotografico da un centro di recupero per tossicodipendenti a Chitgar, per raccontare un problema sempre più grave e diffuso

Il problema della droga in Iran sta diventando sempre più serio: funzionari del governo – delle unità anti-narcotici e del ministero della Sanità – hanno detto ad Associated Press che degli 80 milioni di cittadini del paese più di 2,2 milioni sono dipendenti da droghe e 1,3 milioni sono iscritti a vari programmi di disintossicazione, nonostante le leggi severe del paese che prevedono pesanti sanzioni penali per chi viene trovato a farne uso.

Una delle ragioni principali di questo problema è dato dal fatto che l’Iran è uno dei principali punti di passaggio della droga, che viene esportata dal vicino Afghanistan. Il fotografo Ebrahim Noroozi ha realizzato un reportage per documentare questa situazione: le sue immagini mostrano alcuni tossicodipendenti nella periferia di Teheran e un centro di recupero per tossicodipendenti a Chitgar, un comune nelle montagne a nord-ovest della capitale Teheran.

Ghazal Tolouian, uno psicologo che lavora al centro di recupero, ha detto che molte delle persone che vanno a disintossicarsi sono “studenti che vogliono passare i test di ammissione all’università” e “persone che devono fare due o tre lavori, o più turni lavorativi, per guadagnare più soldi”. La polizia iraniana ha comunicato di aver smantellato da marzo 2014 almeno 416 laboratori per la produzione di metanfetamina, un numero in crescita rispetto ai 350 dell’anno precedente.

L’Iran è una teocrazia islamica, una forma di governo che si basa direttamente sulle presunte volontà di dio e sulla dottrina religiosa: ha relazioni piuttosto turbolente con quasi tutti i suoi paesi vicini, basa gran parte della sua economia sul petrolio e possiede un esercito di quasi mezzo milione di soldati, il nono più grande del mondo. Per reprimere il problema della droga il governo sta adottando da anni metodi molto duri: per gli spacciatori è prevista la pena di morte, mentre chi viene trovato in possesso di piccole dosi incorre in sanzioni penali. L’Iran ha anche cominciato una forte campagna di prevenzione.

Ebrahim Noroozi è un fotografo iraniano conosciuto a livello internazionale per il suo lavoro. Ha cominciato come fotografo professionista nel 2004, per la Fars iraniana, ma le sue foto sono state pubblicate anche su giornali come il New York Times, Time e il Washington Post, e sono state distribuite da Agence France-Presse, Associated Press, Reuters e United Press International. Ha vinto numerosi premi e tre suoi lavori sono stati premiati al World Press Photo: nel 2012 ha vinto il 2° premio Storie nella categoria Contemporary Issues; nel 2013 ha vinto il 2° premio Storie nella categoria Staged Portraits e il 1° premio Storie nella categoria Observed Portraits.