Ottant’anni di Monopoli

Otto storie su uno dei giochi da tavolo più venduti di sempre: fu usato nella Seconda guerra mondiale per aiutare i prigionieri in Italia e Germania, per esempio

Monopoli, uno dei più popolari giochi da tavolo di sempre, compie oggi 80 anni. Il 7 febbraio del 1935 fu commercializzato in maniera industriale per la prima volta, anche se il suo “primo compleanno” risale a due anni prima. Nel corso del tempo sono state raccolte storie notevoli su Monopoli: dalla sua controversa nascita al ruolo che assunse durante la Seconda guerra mondiale, quando fu usato dai servizi segreti britannici per aiutare i prigionieri in Italia o in Germania a scappare.

1. È uno dei giochi da tavolo più venduti di sempre
Monopoli è stato tradotto in 35 lingue ed è venduto in 111 paesi. Insieme a Risiko! e Scarabeo è il gioco da tavolo più venduto di sempre (secondo Hasbro, società che ne che detiene attualmente la licenza, ne sono state vendute circa 275 milioni di copie). Oggi tra i 20 giochi da tavolo più venduti su Amazon, ci sono tre diverse versioni del Monopoli.

2. Il Monopoli da due milioni di euro
Il Guiness dei Primati ha certificato nel 1988 la produzione del set di Monopoli più costoso di sempre: circa due milioni di euro. È stato realizzato dal gioielliere Sidney Mobell a San Francisco: il tabellone è fatto in oro a 23 carati, così come le case e gli alberghi che sono sormontate da rubini e zaffiri. I due dadi sono decorati con 42 diamanti che segnano il valore di ogni faccia.

3. Edizioni speciali
Esistono centinaia di edizioni speciali del Monopoli dedicate a film, videogiochi ed eventi speciali (qui c’è un elenco non ufficiale). Tra le altre, ci sono almeno sei edizioni dedicate all’universo di “Guerre Stellari”, tre dedicate ai “Simpson”, altre tre a Spiderman e una alla serie televisiva “The Walking Dead”.

4. L’edizione con soldi veri
Per celebrare l’ottantesimo compleanno del gioco, Hasbro Francia ha deciso di mettere in vendita ottanta scatole di Monopoli, assolutamente indistinguibili dalle altre, al cui interno al posto di una parte o di tutti i soldi finti ci sono banconote vere. Solo in una delle ottanta scatole speciali tutte le banconote sono state sostituite con soldi veri (quindi questa scatola conterrà in tutto 20.580 euro). Nelle altre scatole solo alcuni tagli sono stati sostituiti: 10 scatole conterranno cinque banconote da 20 euro, due da 50 euro e una da 100 euro, mentre le restanti 69 scatole avranno cinque banconote da 10 euro e cinque da 20 euro.

5. Due compleanni
La prima versione di un gioco chiamato “Monopoli” con un sistema di regole molto simile a quello attuale fu inventata nel 1933 da Charles Darrow, un meccanico di Philadelphia. Darrow costruì la prima versione del gioco utilizzando oggetti di uso comune che aveva in casa, come una tovaglia di carta oliata da usare come tabellone e i pendenti di un braccialetto di sua moglie come pedine. Darrow distribuì il gioco in maniera più o meno artigianale, facendosi inizialmente aiutare da una stamperia locale. Nel 1935 il suo gioco venne acquistato dalla Parker Brothers, una grossa società editrice, che lo trasformò nella formula che conosciamo oggi. Insomma: l’origine del Monopoli risale al 1933, ma la sua commercializzazione in maniera industriale non iniziò prima di altri due anni. Hasbro, la società che attualmente detiene i diritti del gioco, ha deciso di celebrare quest’anno l’ottantesimo compleanno del gioco.

6. Un’origine controversa
La storia è ancora più complicata di così. Darrow, infatti, ebbe probabilmente l’idea di Monopoli dopo aver visto un altro gioco, The Landlord’s Game (che significa “Il gioco del proprietario terriero”). Si trattava di un gioco da tavolo inventato quasi trent’anni prima da Elizabeth Magie, una seguace delle bizzarre teorie dell’economista Henry George. Il gioco inventato da Magie aveva lo scopo di sostenere le teorie di George, secondo le quali era sbagliato che qualcuno potesse godere di una rendita per il solo fatto di possedere un terreno. Per quanto negli anni successivi si disse che Darrow era l’unico inventore del gioco, la Parker Brothers acquistò il brevetto di Magie, riconoscendole implicitamente la paternità del prodotto.

7. Monopoli e nazisti
Durante la Seconda guerra mondiale i servizi segreti inglesi utilizzarono il Monopoli per uno scopo che i suoi inventori non si sarebbero mai immaginati: aiutare a fuggire i soldati alleati dai campi nazisti. All’epoca la Croce Rossa Internazionale consegnava abbastanza regolarmente pacchi di beni di prima necessità che le famiglie nel Regno Unito spedivano ai loro parenti prigionieri in Italia o in Germania. Tra gli oggetti che la Convenzione di Ginevra permetteva di spedire ai prigionieri c’erano anche “giochi e passatempi”: i servizi segreti inglesi riuscirono a spedire speciali set di Monopoli modificati.

Tra le banconote del gioco, ad esempio, veniva infilato del vero denaro tedesco e italiano, mentre bussole e mappe erano nascoste tra le pedine e all’interno del tabellone di gioco. Il settimanale The Atlantic ha spiegato il perché veniva usato proprio il Monopoli. La Waddington, la società che nel Regno Unito deteneva la licenza del gioco, era una delle poche in possesso di una tecnologia all’epoca molto avanzata e molto utile per i piani britannici: la stampa su seta. Le mappe erano infatti stampate proprio su pezzi di seta: un materiale molto più resistente della carta, facile da piegare e da nascondere oltre che resistente all’umidità. Inoltre la seta, a differenza della carta, non fa rumore quando viene spiegata o maneggiata. Una caratteristica molto utile se si è un prigioniero che sta cercando di evadere da un campo pieno di guardie.

8. Monopoli e fascismo
Monopoli venne importato in Italia dalla Arnoldo Mondadori nel 1935. Nella prima edizione i nomi delle strade erano presi da vere strade di Milano (con l’eccezione dei primi e più economici terreni, Vicolo Corto e Vicolo Stretto che erano inventati) ed erano molto influenzati dalla toponomastica fascista. I tre terreni verdi si chiamavano “largo Littorio”, “via del Fascio” e “corso Impero”. Soltanto quest’ultimo nome è sopravvissuto nell’edizione che si compra oggi, mentre gli altri due sono stati sostituiti da “largo Augusto” e da “via Roma”.

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