• Mondo
  • giovedì 15 gennaio 2015

Le operazioni antiterrorismo in Belgio

Sono durate dal pomeriggio di ieri a questa mattina, in diverse città del paese: a Verviers due uomini ritornati da poco dalla Siria sono stati uccisi

Un’operazione antiterrorismo compiuta in diverse città del Belgio ha causato giovedì pomeriggio due morti e un ferito in una sparatoria a Verviers, vicino a Liegi, nel sudest del paese e vicino al confine con la Germania. Perquisizioni e operazioni di polizia sono andate avanti per tutta la sera e la notte a Bruxelles, Molenbeek, Zaventem e Vilvorde. Secondo la BBC, sono stati arrestati 13 sospetti in Belgio e altri due in Francia. In una conferenza stampa in serata la polizia ha parlato di una decina di interventi e ha detto che i due uomini uccisi e il ferito sarebbero ritornati di recente dalla Siria, stavano preparando un attentato che avrebbe avuto come obiettivo alcune stazioni di polizia – che sarebbe stato “imminente” – e avrebbero sparato contro gli agenti. Il ministro degli Esteri belga, Didier Reynders, ha detto venerdì mattina che l’operazione antiterrorismo è finita. Nella giornata di venerdì 16 gennaio sono state chiuse molte scuole ebree per precauzione contro possibili ritorsioni dei militanti islamici.

Il procuratore federale Eric Van Der Sypt ha detto alla stampa che le perquisizioni in Belgio non sono legate agli attentati di Parigi della scorsa settimana in cui sono rimaste uccise 17 persone. Tutte tre le persone armate che hanno sparato alla polizia – i due che sono stati uccisi e quello che è rimasto ferito – sono di nazionalità belga. In totale la polizia cercava dieci persone, identificate dopo settimane di continua sorveglianza. La stampa locale ha scritto che nella regione di Bruxelles-Capitale le operazioni di giovedì sera si sono concentrate in quartieri abitati prevalentemente da musulmani: degli esplosivi sarebbero stati trovati ad Anderlecht, un comune di circa 100mila abitanti poco più a ovest di Bruxelles. Queste informazioni non sono però state confermate dalla polizia.

Negli ultimi anni il Belgio è diventato uno dei paesi europei in cui l’attività islamista radicale è più forte. Il Guardian, che cita degli studi fatti dall’International Centre for the Study of Radicalisation britannico, scrive che circa 300 persone di nazionalità belga sono andate a combattere in Siria negli ultimi anni: la percentuale rispetto alla popolazione totale del paese più alta in Europa. Una delle organizzazioni jihadiste belghe più conosciute – Sharia4Belgium – è al centro di un grosso processo che si sta tenendo ad Anversa, nel quale 46 persone sono accusate di reati legati al terrorismo. Il Belgio ha anche un precedente di attacco terroristico compiuto sul suo territorio da un uomo ritornato dalla Siria: lo scorso anno il cittadino francese Mehdi Nemmouche ha ucciso quattro persone al Museo Ebraico di Bruxelles.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.