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  • martedì 13 Gennaio 2015

La condanna annullata di Mubarak

La Corte di cassazione del Cairo ha annullato una condanna a 3 anni dello scorso maggio: e ora girano voci confuse su una sua possibile liberazione

La Corte di cassazione del Cairo ha annullato una condanna a tre anni di carcere che risale allo scorso maggio per furto di denaro pubblico e appropriazione indebita a carico dell’ex presidente dell’Egitto Hosni Mubarak. Le procedure legali non sono state eseguite in modo corretto perciò si dovrà svolgere un nuovo processo. Fuori dal tribunale, dopo la decisione della corte, diverse persone hanno festeggiato.

Non è comunque ancora chiaro cosa succederà. Circolano diverse notizie – basate sulle dichiarazioni dall’avvocato dell’ex presidente – secondo cui Mubarak, ora 86enne, possa essere rilasciato dall’ospedale militare del Cairo dove sta scontando la pena perché non ci sarebbe più alcun fondamento giuridico alla sua detenzione. AP riporta le parole di un funzionario giudiziario che lavora presso l’ufficio del capo procuratore del Cairo che ha spiegato come quella per corruzione fosse l’unica accusa che giustificava la carcerazione di Mubarak e che dunque ora l’ex presidente «ha il diritto» di tornare in libertà. Diversi media locali dicono che la corte non ha ordinato il rilascio di Mubarak ma solo un nuovo processo e che non è chiaro se verrà fissata una cauzione per la sua librazione fino alla data della nuova seduta di tribunale. C’è anche chi sostiene che Mubarak uscirà comunque visto che ha già scontato i suoi tre anni di reclusione, per lo più in stato di detenzione preventiva.

Riguardo l’accusa di appropriazione indebita, insieme a lui erano stati condannati anche i figli Alaa e Gamal, a quattro anni di carcere. Il procuratore li aveva accusati di avere rubato 17,6 milioni di dollari, che erano stati stanziati per la ristrutturazione dei palazzi presidenziali. Il New York Times scrive che il rilascio di Mubarak «potrebbe rappresentare una sfida senza precedenti per il nuovo presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi. Sarebbe la prima volta nella storia egiziana che a un ex presidente vivente viene permesso di vivere e parlare apertamente. Mubarak potrebbe iniziare a difendere pubblicamente il suo mandato, criticando le politiche di al-Sisi, radunando i suoi ex fedelissimi ed esercitando un peso sui candidati parlamentari, cosa che potrebbe rivelarsi piuttosto scomoda per l’attuale presidente».

In novembre Mubarak era stato ritenuto da un tribunale del Cairo non colpevole della morte di centinaia di manifestanti uccisi dall’esercito e dalle forze di sicurezza egiziane durante le proteste del gennaio 2011. Anche sette collaboratori dell’ex presidente, tra cui il suo ministro dell’Interno, erano stati assolti. La sentenza cancellava la condanna all’ergastolo ricevuta da Mubarak nel giugno 2012. In seguito alla condanna l’ex-presidente aveva fatto appello e ottenuto una ripetizione del processo. «Penso di non aver fatto nulla di male», aveva dichiarato Mubarak ad una televisione locale dopo la lettura della sentenza.

Mubarak salì al potere nel 1981, dopo l’assassinio da parte di alcuni fondamentalisti islamici di Anwar al-Sādāt. Come Sādāt, anche Mubarak proveniva dai ranghi dell’esercito ed esercitò il potere con metodi molto autoritari. Nel 2011 Mubarak venne deposto da una rivolta di piazza a cui seguì l’elezione alla presidenza di Mohamed Morsi, appoggiato dai Fratelli Musulmani. Nel 2013 un’altra serie di rivolte di piazza e un colpo di stato da parte dell’esercito hanno riportato al potere i militari. Oggi l’Egitto è governato da Abd al-Fattah al-Sisi, ex capo dell’esercito, eletto presidente lo scorso giugno.