Francesco Boccia (Roberto Monaldo/LaPresse)

Il tesoriere del PD ha sgridato Francesco Boccia

"Tranquillo, Buzzi non ha dato un euro al PD. Nemmeno tu però nonostante le nostre regole. Ti invio l'IBAN"

Francesco Boccia, deputato del PD considerato di area “lettiana” e piuttosto distante da Renzi, ha commentato l’inchiesta romana su mafia, appalti e criminalità organizzata ipotizzando che Salvatore Buzzi, uno dei personaggi principali della presunta associazione a delinquere, possa aver finanziato il PD.

«Se il PD ha preso inconsapevolmente, a nostra insaputa, soldi da Buzzi e da amici di Buzzi, che si restituiscano a chi di dovere»

Il tesoriere del PD, Francesco Bonifazi, gli ha risposto perentoriamente su Twitter.

 

Tutti i parlamentari del PD al momento della candidatura si sono impegnati a versare 1.000 euro al mese al partito per contribuire al finanziamento delle sue attività: secondo Bonifazi, Boccia non lo ha mai fatto. Boccia ha poi risposto a Bonifazi spiegando di aver versato «30mila euro in anticipo» al Partito Democratico, invitandolo a portare altri esempi di parlamentari che abbiano fatto lo stesso.

Il guaio è che Boccia e Bonifazi stanno parlando di due cose diverse: come ha raccontato Ivan Scalfarotto sul Post, i 30mila euro citati da Boccia sono probabilmente quelli che il PD ha chiesto a ciascun candidato alle politiche, «all’atto della candidatura», come confermato anche da Pippo Civati sul suo blog. Secondo Boccia, però, questi 30mila euro non sarebbero stati da tutti.

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