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  • mercoledì 3 Dicembre 2014

In Svezia si torna già a votare

Il primo ministro di centrosinistra ha detto che a marzo ci saranno le elezioni anticipate, dopo che il Parlamento eletto a settembre non ha approvato la legge sul bilancio

Aggiornamento delle 18.00: Il primo ministro svedese Stefan Lofven ha detto che il 22 marzo ci saranno le elezioni anticipate: la legge sul bilancio, presentata oggi in Parlamento, non è stata approvata, perché il partito di estrema destra dei Democratici Svedesi si è schierato con l’opposizione. Dopo il voto, Lofven ha detto in una conferenza stampa che le nuove elezioni permetteranno agli elettori di «fare una scelta alla luce di questo nuovo scenario politico». La Costituzione svedese tuttavia permetterà a Lofven di indire ufficialmente le elezioni solo il 29 dicembre: in Svezia non si tengono elezioni anticipate dal 1958.

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A tre mesi dal suo insediamento, il governo svedese di centrosinistra sta rischiando di cadere dopo che un partito di estrema destra ha negato il suo sostegno alla legge sul bilancio e si è schierato con l’opposizione. Questa situazione particolare è una conseguenza dell’esito delle ultime elezioni, che hanno reso necessaria la formazione di un governo di minoranza: un governo che non ha il sostegno di una solida maggioranza parlamentare e deve cercare volta per volta, su ogni provvedimento, il sostegno di singoli deputati o partiti dell’opposizione.

La coalizione di centrosinistra aveva vinto le elezioni a settembre con il 43,7 per cento dei voti, dopo otto anni di opposizione; l’alleanza di centrodestra, guidata dal primo ministro uscente Fredrik Reinfeldt, si era invece fermata al 39,3 per cento. Il partito che aveva ottenuto più voti era stato il Partito Socialdemocratico Svedese di centrosinistra guidato da Stefan Lofven con il 31,2 per cento, seguito dal Partito Moderato di centrodestra, che aveva ottenuto il 23,2 per cento. Il partito di estrema destra dei Democratici Svedesi aveva invece raddoppiato i suoi voti diventando la terza forza in Parlamento e ottenendo il 12,9 per cento. Poiché il Parlamento in Svezia non vota la fiducia al governo, ma esprime solamente la propria non contrarietà, è possibile creare governi di minoranza stabili. Questo aveva permesso a Lovfen di diventare capo del governo, alleandosi con i Verdi.

Nella nuova legge di bilancio, che avrebbe dovuto essere approvata mercoledì 3 dicembre, il governo propone di alzare le tasse per riuscire a spendere di più per le scuole, per i programmi di assistenza sociale e per creare posti di lavoro. Il primo ministro socialdemocratico Stefan Lofven, che rischia di diventare il primo ministro più “breve” della storia svedese dal 1930, ha detto che i tentativi di negoziare con i moderati di centrodestra sono stati inutili e che deciderà cosa fare dopo il dibattito in Parlamento di mercoledì 3 dicembre: «Non c’è nessuno dall’altra parte del tavolo, è assolutamente privo di senso continuare a parlare», ha detto ai giornalisti dopo l’incontro alla sede del governo. L’indisponibilità del centrodestra ha trasformato i Democratici Svedesi di estrema destra nell’ago della bilancia, ma anche con loro le trattative non sono andate fin qui da nessuna parte.

Il capo dei Democratici Svedesi, Mattias Karlsson, ha detto che il suo partito vuole cambiare le leggi svedesi sull’immigrazione, che giudica troppo permissive, e quindi chiede di approvare norme che riducano del 90 per cento il numero dei richiedenti asilo. Karlsson ha detto anche che il suo partito «farà cadere qualsiasi governo che cercherà di permettere l’aumento dell’immigrazione o che darà ai Verdi un ruolo decisivo sulle politiche di immigrazione in Svezia». Il primo ministro Lofven ha criticato i Democratici Svedesi, dicendo che è eccezionalmente irresponsabile da parte loro opporsi al bilancio e «cercare di abbattere ogni governo che non è d’accordo con loro» sull’immigrazione.

Le opzioni per il governo di minoranza però sembrano limitate: il primo ministro Lofven potrebbe ritirare la proposta di legge, cosa che rimanderebbe il voto di mercoledì ma non la risoluzione del problema; potrebbe dimettersi e cercare di mettere insieme un’altra coalizione di governo; oppure potrebbe organizzare le elezioni anticipate, che non si tengono in Svezia dal 1958. Se si verificasse quest’ultima possibilità, le elezioni si terrebbero nei successivi tre mesi. Lofven ha detto: «Potremmo organizzare delle elezioni anticipate, nei tempi in cui lo permette la Costituzione. Potremmo anche dimetterci, ma abbiamo altre alternative».

Foto: il primo ministro svedese Stefan Lofven (ALAIN JOCARD/AFP/Getty Images)