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  • lunedì 1 dicembre 2014

In Moldavia stanno vincendo i filo-europei

Ma lo spoglio è ancora in corso e comunque non dovrebbero avere i voti per governare da soli: dovranno trovarsi un alleato, forse i comunisti

In Moldavia si sono svolte domenica le elezioni parlamentari: a spoglio ancora in corso i partiti filo-europei che governano il paese dal 2009 – e che si sono presentati uniti in coalizione – risultano in leggero vantaggio sui partiti filo-russi. Con l’80 per cento dei voti scrutinati, i filo-europei sono circa al 44 per cento, i filo-russi al 40. Il Partito Comunista ha ottenuto invece il 18 per cento dei voti. L’affluenza è stata circa il 56 per cento.

Se i risultati saranno confermati, nessuna delle parti sarà comunque in grado di formare un governo e si prevede una complicata trattativa: la legge elettorale moldava è un sistema proporzionale puro senza premi di maggioranza. Secondo diversi analisti politici lo scenario più probabile è che per formare il nuovo governo i partiti europeisti si alleino con il Partito Comunista, che non è filo-russo ma intende rivedere alcuni dei patti firmati con l’UE.

Le elezioni in Moldavia hanno ricevuto molta attenzione soprattutto dopo le vicende nel sud-est dell’Ucraina e il ripetersi di una situazione piuttosto simile: una forte opposizione interna al paese tra forze politiche vicine alla Russia e altre vicine all’Europa. Negli ultimi quattro anni i partiti filo-occidentali sono riusciti a imporre notevoli riforme economiche e a far crescere il PIL del paese (che è uno dei più poveri dell’Europa) del 20 per cento, rafforzando i rapporti commerciali con l’Unione Europea. Uno dei risultati più significativi del governo, che è guidato da circa un anno da Iurie Leancă, è stato la firma di alcuni accordi politici ed economici con l’UE, avvenuta nel giugno del 2014 e approvata dal Parlamento europeo due settimane fa.

La Moldavia oggi effettua il 45 per cento dei suoi scambi commerciali con i paesi dell’Unione Europea. Tutto questo ha provocato un peggioramento dei rapporti politici e commerciali con la Russia, con cui la Moldavia ha estesi legami storici e culturali (ha fatto parte dell’Unione Sovietica fino al 1991). In Russia per esempio è in corso un embargo contro molti prodotti alimentari moldavi.

La campagna elettorale è stata occupata principalmente da questa contrapposizione e dalle prospettive future: i partiti vicini all’Europa (e soprattutto il più grande, cioè il partito Liberal-democratico) hanno insistito sul fatto che la Moldavia debba ottenere lo status di candidato all’ingresso nell’UE entro il 2017, in vista di una piena adesione entro il 2020. I partiti filo-russi, facendo leva su una situazione economica ancora piuttosto negativa, hanno invece promosso un’adesione del paese al blocco economico della Russia.

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