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  • domenica 16 Novembre 2014

I migliori 10 vini del 2014 per Wine Spectator

È una lista fatta ogni anno fin dal 1988: al primo posto c'è un vino che molti non chiamano vino, al sesto c'è l'unico italiano in classifica

La rivista specialistica Wine Spectator ha da poco pubblicato una classifica dei migliori dieci vini del 2014, scelti tra circa 18 mila diverse produzioni. È una classifica internazionale compilata ogni anno fin dal 1988, abbastanza seguita e accreditata e ripresa da diversi media tra cui il Los Angeles Times (in California si producono ormai da decenni alcuni dei vini più apprezzati al mondo). In passato sono stati premiati vini francesi (Bordeaux), italiani (Barolo), spagnoli (Rioja) e anche dei Cabernet californiani (cantine Hewitt, Rutherford). Gli esperti della rivista recensiscono ogni anno migliaia di vini, si legge sul sito, e la gran parte dei vini degli anni passati provengono principalmente da Francia, Italia e California.

Questi sono, dall’ultimo al primo, i 10 migliori vini del 2014 secondo Wine Spectator. Ci sono, tra gli altri, tre vini portoghesi, due australiani, due francesi e un italiano. Mediamente, dicono gli analisti della classifica, rispetto al 2013 la qualità è migliorata e i prezzi si sono abbassati. I prezzi si riferiscono a quelli proposti nel mercato statunitense.

La varietà ed eterogeneità della classifica è indicata, per intenderci, dal primo posto di quest’anno: è stato premiato un vino Porto, che è un genere molto specifico, praticamente a parte, all’interno della produzione vinicola mondiale. Si tratta di un tipo liquoroso e dolce: viene prodotto in un’area del Portogallo vicino alla valle del fiume Douro ed è noto perché, rispetto ai vini tradizionali, la fermentazione del mosto viene arrestata a un certo punto aggiungendo direttamente alcool di vino.

Qui in Italia esistono diversi estimatori di questo tipo di vino, consumato principalmente come liquore dopo i pasti. In genere, comunque, si tende a considerarlo una bevanda a parte. Il Los Angeles Times riferisce che in tempi recenti il Porto ha trovato un impiego via via maggiore nella preparazione di certi tipi di cocktail.