Mark Zuckerberg e la solita maglietta

Il fondatore e CEO di Facebook ha spiegato di indossare sempre la stessa maglietta per "prendere meno decisioni possibili", e ha tirato in ballo alcune teorie di psicologia

Mark Zuckerberg, il 30enne americano fondatore e CEO di Facebook, ha tenuto due giorni fa una sessione pubblica di domande e risposte con circa duecento utenti di Facebook, in una sala della sede della società a Manlo Park, in California. Il Telegraph ha scritto che si è trattato del primo dibattito pubblico tenuto da Zuckerberg, il quale ha detto che da ora in avanti intende tenere incontri di questo tipo più frequentemente e a intervalli regolari (qui c’è il filmato integrale dell’evento).

Zuckerberg ha risposto a molte domande sui progetti futuri di Facebook e su alcune decisioni prese di recente, come ad esempio quella di creare un’applicazione separata per la messaggistica interna (verso cui la transizione «forse poteva essere gestita meglio», ha spiegato). In un passaggio, Zuckerberg ha anche commentato il film The Social Network spiegando che i produttori «in pratica hanno inventato una serie di cose che ho trovato abbastanza offensive». Uno dei passaggi più riportati dai giornali, però, è stata la risposta alla domanda sul perché Zuckerberg indossa praticamente sempre un unico tipo di maglietta, una T-shirt monocolore grigia. Zuckerberg ha risposto così:

«Voglio che la mia vita sia semplice, di modo che debba prendere meno decisioni possibili eccetto quelle che servono a migliorare questa comunità. Esistono una serie di teorie psicologiche secondo le quali compiere anche le più piccole decisioni – cose tipo che vestiti indossare, o cosa mangiare per colazione – in pratica contribuiscono a renderti più stanco, perché consumano energia. Mi trovo nella posizione davvero fortunata di uno che si sveglia la mattina e contribuisce a dare una mano a più di un miliardo di persone: mi sembrerebbe di non stare facendo il mio lavoro, se spendessi le mie energie su aspetti sciocchi o frivoli della mia vita. In questo modo, posso concentrare tutti i miei sforzi nel progettare i servizi migliori»

Zuckerberg si riferisce alla cosiddetta teoria dell’ “esaurimento dell’io”: è l’idea che ciascuna scelta richieda un certo consumo energetico, anche la più piccola. Secondo questa teoria dopo un certo numero di scelte, anche se una certa persona non si sente fisicamente stanca, le sue capacità di scegliere al meglio diminuiscono.

foto: David Ramos/Getty Images