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  • domenica 2 Novembre 2014

I 10 movimenti più belli della NBA

Video e storie di finti passaggi dietro-la-schiena, velocissimi palleggi incrociati e un ormai famosissimo "step back", in una difficile e utile selezione fatta da Grantland

Nella storia della NBA – la National Basketball Association, la lega professionistica di basket degli Stati Uniti e Canada – ci sono stati dei giocatori che hanno fatto di un “movimento” la loro caratteristica più nota e riconoscibile: alcuni si sono specializzati in movimenti più fisici e di potenza, come una schiacciata particolare; altri in movimenti in velocità, come un cambio di mano rapidissimo capace di mettere fuori equilibrio l’avversario; altri ancora in movimenti che richiedono grande tecnica e precisione, come un tiro accompagnato da una rotazione parziale del corpo. Alcuni dei giocatori più famosi di sempre hanno perfezionato così tanto dei movimenti da esserne immediatamente associati nell’immaginario degli appassionati di NBA. È il caso degli incredibili assist “no-look” di Magic Johnson, ovvero passaggi fatti in una direzione diversa da dove si sta guardando; oppure degli efficacissimi ganci-cielo di Kareem Abdul-Jabbar, che hanno permesso allo stesso Jabbar di rimanere da circa 25 anni in cima alla classifica dei migliori marcatori di sempre della NBA; oppure ai tiri in sospensione cadendo all’indietro di Michael Jordan (che per la verità sapeva fare talmente tante cose bene che è riduttivo parlare di una sola di queste).

Ancora oggi, nonostante questi grandi campioni abbiano smesso di giocare da tempo, molti giocatori rimangono “specializzati” in movimenti particolari. Riconoscerli è importante non solo per godersi meglio una partita di NBA, ma anche per apprezzare la difficoltà tecnica che ciascuno di essi comporta per chi lo esegue. Serve per esempio per capire che tiri diversi hanno difficoltà diverse, e che non tutti i giocatori che “sanno tirare” riescono a sostenerli con percentuali realizzative alte. Avvertenza: la selezione è stata ripresa dal sito Grantland, che si occupa con grande competenza di cose di pallacanestro. Non si basa sui giocatori più forti della NBA ed esclude alcuni particolari movimenti che pure vengono eseguiti con grande efficacia. Valuta i 10 movimenti più “personalizzati” e insieme belli/efficaci che si vedono con grande frequenza oggi in NBA.

1. Dirk Nowitzki: lo step-back 
Nowitzki – 36 anni, tedesco – è un’ala grande che gioca nei Dallas Mavericks da 15 anni. Il suo movimento più noto è il cosiddetto “step-back”, un passo indietro che viene fatto appena prima del tiro per mettere spazio tra sé e il proprio difensore. È un tiro non facile, soprattutto per la difficoltà di mantenere l’equilibrio, ma allo stesso tempo permette a un giocatore che sa farlo bene di potersi sempre prendere lo spazio per provare un tiro a canestro. Nowitzki lo esegue con percentuali molto alte: attualmente è il decimo marcatore di sempre della NBA.

2. Rajon Rondo: la finta di passaggio dietro-la-schiena
Rondo – 28 anni, statunitense originario del Kentucky – gioca nei Boston Celtics da quando è arrivato in NBA, nel 2006. È uno dei playmaker più forti dell’intera lega e per come è diventata la pallacanestro americana oggi anche uno dei più atipici. Rondo tira pochissimo – i suoi difensori gli lasciano sempre molto spazio, sapendo che nella maggior parte dei casi non tira – ma fa un sacco di assist. Il suo movimento più noto e spettacolare è la finta di un passaggio dietro la schiena: in pratica Rondo fa il movimento del passaggio per metà, prima di riportarsi la palla davanti al corpo e tirare o fare un passaggio smarcante per un compagno di squadra. Anche sapendolo, il difensore cade praticamente sempre nella finta, che Rondo fa molto bene e con grande rapidità.

3. LeBron James: la schiacciata “Tomahawk”
LeBron James – 29 anni, statunitense originario dell’Ohio – è tornato a giocare nei Cleveland Cavaliers dopo due titoli vinti nei Miami Heat. James è considerato da molti il più forte giocatore in attività e uno dei più completi dell’intera NBA (può giocare sia partendo da fuori area che spalle a canestro: in pratica quasi in tutti e cinque i ruoli tradizionali del basket): uno dei suoi movimenti più noti – quello che forse meglio di tutti racchiude la sua enorme forza fisica e la sua grande tecnica, ma che soprattutto fa da quando era all’High school – è la schiacciata “Tomahawk”, che consiste nello schiacciare il pallone a canestro dopo averlo portato dietro la testa o comunque dietro rispetto all’asse del corpo. James esegue il movimento con una mano sola.

4. Tim Duncan: tiro appoggiato al tabellone
Tim Duncan – 38 anni, statunitense originario di Saint Croix (isola caraibica delle piccole Antille) – è un centro dei San Antonio Spurs da 17 anni. Duncan è un giocatore fortissimo, che nella sua carriera ha vinto cinque volte la NBA, sempre con gli Spurs. Il suo movimento è un tipo di tiro che ci si immagina faccia un giocatore alle prime armi, che prima di entrare nel canestro colpisce il tabellone. Non è molto diffuso oggi in NBA: non richiede particolare atletismo e non è di grande spettacolarità. Come scrive Grantland, “It just fucking works” (“funziona maledettamente”). In altre parole è come “Tim Duncan il giocatore”: senza tempo».

5. James Harden: penetrazione in mezzo all’area
James Harden – 25 anni, statunitense originario di Los Angeles – è una guardia degli Houston Rockets, conosciuto anche come “il Barba”. Il movimento più frequente nel gioco in attacco di Harden è la penetrazione in mezzo all’area avversaria. Spesso Harden la comincia dopo un “pick-and-roll” (quella situazione offensiva che nasce quando un giocatore porta un blocco al palleggiatore), mentre altre volte si sviluppa da un’azione personale che finisce con un fallo subìto. È un tipo di movimento molto efficace, che mette in difficoltà soprattutto le squadre lente negli aiuti e nei recuperi difensivi.

6. Kyrie Irving: “crossover” o palleggio incrociato
Irving – 22 anni, originario di Melbourne ma naturalizzato statunitense – gioca nei Cleveland Cavaliers da quando è arrivato in NBA, nel 2011. Il suo movimento più noto – che è anche quello più efficace e uno dei più belli in assoluto da vedere – è il cosiddetto “crossover”, ovvero un cambio di mano che lui riesce a eseguire a una velocità notevole. Il “crossover” è fatto molto bene anche da altri giocatori della NBA, come ad esempio da Chris Paul, il playmaker dei Los Angeles Clippers. Gli appassionati di basket associano però questo movimento, prima ancora che a Irving, all’ex playmaker Allen Iverson, uno dei più forti e imprevedibili di sempre della NBA.

7. Steph Curry: palleggio, arresto e tiro in sospensione
Curry – 26 anni, statunitense dell’Ohio – è un playmaker che gioca nei Golden State Warriors da quando è arrivato in NBA, nel 2009. Il movimento più noto di Curry è palleggio, arresto e tiro in sospensione, che detto così non sembra un granché. In realtà, come scrive Grantland, il tiro di Curry «è uno dei più innaturali, misteriosi, e sleali nella storia della NBA», perché spesso è un tiro da tre in contropiede (per i non esperti di pallacanestro: un tiro da tre in contropiede oggi è “accettato” in NBA, ma nel basket europeo è ancora una soluzione che non si vede così di frequente). Soprattutto Curry lo esegue con percentuali altissime: nella scorsa stagione ha tirato 17,7 tiri a partita, di cui 10 erano palleggio, arresto e tiro in sospensione: la percentuale realizzativa è stata del 43,7 per cento. Notevole.

8. Manu Ginobili: “Eurostep”
Ginobili – 37 anni, argentino – è una guardia dei San Antonio Spurs da quando è arrivato in NBA, nel 2002 (in precedenza aveva giocato anche in Italia, con la Viola Reggio Calabria e la Virtus Bologna). Il movimento più noto di Ginobili si chiama “Eurostep” e come suggerisce il nome proviene dall’Europa: è in pratica un terzo tempo – ovvero il movimento più comune nel basket per andare a canestro, che consente prima del tiro di fare due passi senza palleggiare – in cui il secondo passo viene fatto in una direzione diversa dal primo. Lo scopo del movimento, che è stato spiegato nel dettaglio in un video proprio da Ginobili – è quello di spiazzare il difensore in mezzo all’area. È particolarmente efficace quando il difensore è più lento e grosso dell’attaccante. In diversi pensano che l’Eurostep sia un movimento portato nella NBA dal lituano Sarunas Marciulionis, che negli anni Novanta giocò in diverse squadre della NBA. Oggi viene usato anche da giocatori americani, come il playmaker Dwyane Wade dei Miami Heat.

9. Blake Griffin: schiacciata dopo il “pick-and-roll”
Griffin – 25 anni, statunitense originario di Oklahoma – è un’ala grande dei Los Angeles Clippers da quando è arrivato in NBA, nel 2009. Il movimento più noto di Griffin è anche uno di quelli considerati più spettacolari dagli appassionati di basket NBA: la schiacciata. Griffin schiaccia in diversi modi, sempre con una potenza notevole: alcune delle sue schiacciate nascono da movimenti di “pick and roll” piuttosto tradizionali, giocati con il playmaker della sua squadra, Chris Paul (che a sua volta è considerato uno dei migliori della lega nel suo ruolo).

10. Ray Allen: il tiro da tre
Allen – 39 anni, statunitense originario della California – ha giocato in diverse squadre della NBA: Milwaukee Bucks, Seattle SuperSonics, Boston Celtics e Miami Heat. Allen è considerato da molti il miglior tiratore da tre di sempre della NBA. Nella sua carriera ha segnato quasi 3mila canestri da tre punti, con una percentuale del 40 per cento (altissima). Ha un tiro da tre molto bello da vedere, elegante, pulito e rapidissimo nella sua esecuzione.