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  • giovedì 9 Ottobre 2014

Un passeggero del volo MH17 indossava una maschera per l’ossigeno

L'ha detto il ministro degli Esteri olandese, mettendo in dubbio l'ipotesi che circola da mesi secondo cui i passeggeri non hanno avuto il tempo di rendersi conto dell'incidente

Frans Timmermans, il ministro degli Esteri dei Paesi Bassi, ha detto mercoledì sera durante un programma di una tv olandese che uno dei 298 passeggeri del volo MH17 di Malaysia Airlines, abbattuto con tutta probabilità da ribelli filorussi mentre stava sorvolando l’Ucraina orientale lo scorso 17 luglio, al momento dell’incidente indossava una maschera per l’ossigeno.

La cosa notevole è che fino a poco fa diversi esperti avevano ipotizzato che l’aereo si fosse disintegrato subito dopo essere stato colpito: e che quindi i passeggeri non avevano avuto il tempo di rendersi conto di cosa fosse successo (è stato confermato che nessuno fra gli altri passeggeri indossava una maschera al momento dell’incidente). Nemmeno le registrazioni della scatola nera contengono avvisi sonori di emergenza da parte delle strumentazioni: l’audio si interrompe repentinamente, facendo pensare a un evento improvviso che in pochissimi istanti ha determinato la rottura di intere parti del Boeing 777.

Dopo le dichiarazioni di Timmermans, il portavoce del procuratore nazionale Wim de Bruin ha precisato che il passeggero in questione era australiano e che la maschera non è stata ritrovata attorno alla sua bocca, ma al collo. De Bruin ha anche aggiunto sulla maschera sono state cercate tracce di «impronte digitali, saliva e DNA», ma che le ricerche non hanno prodotto alcun risultato: di conseguenza, conclude de Bruin, «non è chiaro come o quando la maschera sia finita attorno al collo del passeggero».

George Bibel, un professore di ingegneria meccanica dell’università del North Dakota contattato dal New York Times, ha spiegato che nonostante l’aereo si sia spezzato già in volo è possibile che «qualcuno sia riuscito ad indossare una maschera per l’ossigeno». Ha però aggiunto che considerando che dopo l’incidente i corpi dei passeggeri sono rimasti per diversi giorni nell’area dello schianto, qualcuno potrebbe averla aggiunta solo in seguito.

Associated Press riporta che i parenti del passeggero australiano che indossava la maschera sono stati avvertiti del dettaglio già durante le indagini, mentre le famiglie degli altri 297 passeggeri lo hanno appreso in seguito alle dichiarazioni di Timmermans. Timmermans si è poi scusato di aver diffuso il dettaglio della maschera con un comunicato ufficiale, spiegando che «l’ultima cosa che desidero è aggravare il dolore dei familiari [dei passeggeri]».

All’inizio di settembre l’Onderzoeksraad Voor Veiligheid (OVV), l’agenzia governativa dei Paesi Bassi che si occupa della sicurezza dei trasporti e delle infrastrutture, ha diffuso un rapporto preliminare sull’incidente del volo MH17: nel rapporto si legge che l’aeroplano si spezzò in più parti mentre si trovava in volo, dopo essere stato colpito da “numerosi oggetti” che ruppero in più parti la fusoliera. La natura dei “numerosi oggetti” non è ancora chiara e non è escluso che si possa trattare di frammenti di qualche tipo dovuti all’esplosione del missile che si suppone colpì l’aeroplano.

nella foto: alcuni rottami del volo MH17 fotografati il 9 settembre a Grabovo, in Ucraina (Alexander KHUDOTEPLY/AFP/Getty Images)