Le accuse di Erdogan a una giornalista in Turchia

Definita “svergognata militante mascherata da giornalista”, per alcune parole pronunciate durante un'intervista

Giovedì 7 agosto, durante un comizio elettorale nella provincia di Malatya, nel sud della Turchia, il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha definito Amberin Zaman – una nota giornalista del quotidiano turco Taraf, peraltro corrispondente turca dell’Economist e già collaboratrice per Washington Post e Daily Telegraph – “una donna svergognata” e “militante mascherata da giornalista”, invitandola a “restare al suo posto”. Martedì sera, durante un’intervista televisiva con Kemal Kılıçdaroğlu, esponente del partito repubblicano CHP, principale partito di opposizione in Turchia, a un certo punto Zaman aveva chiesto a Kılıçdaroğlu se una società musulmana è in grado di mettere in discussione le autorità.

L’Economist ha pubblicato un nota in cui scrive:

Zaman è la corrispondente dell’Economist da 15 anni ed è molto rispettata; supportiamo fermamente lei e il suo lavoro. Le minacce contro i giornalisti non esistono in una democrazia. Freedom House, un ente di controllo con sede a New York, ha recentemente declassato la Turchia da paese “parzialmente libero” a “non libero”.

Dunja Mijatović, un’osservatrice dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), si è detta “preoccupata per l’ultimo esempio di intimidazioni e minacce rivolte ai giornalisti in Turchia”, e ha aggiunto che “le idee critiche sono elementi indispensabili del dibattito democratico, e devono essere tutelate e non attaccate dalle autorità”.