• Mondo
  • giovedì 31 Luglio 2014

Luglio in Corea del Nord

Cerimonie e parate, una colonia per bambini e una città turistica, nelle immagini – da guardare con qualche cautela – di una fotografa di Associated Press

A luglio in Corea del Nord ci sono state due giornate di commemorazioni nazionali. La prima è stata l’8 luglio, in occasione del 20esimo anniversario della morte di Kim Il Sung; la seconda è stata il 27 luglio, per il 61esimo anniversario dell’armistizio che condusse alla fine della Guerra di Corea. In entrambe le giornate si sono tenute celebrazioni collettive, concerti di piazza, parate, fuochi d’artificio ed esibizioni delle orchestre scolastiche. Ne ha fatto un racconto per immagini la fotografa di Associated Press Wong Maye-E, che è stata autorizzata a scattare fotografie delle cerimonie a Pyongyang, e all’interno della fabbrica di filati e tessuti più grande della Corea del Nord, la Kim Jong Suk, che impiega 8500 persone, l’80 per cento delle quali sono donne. Molte delle operaie che appaiono nelle foto vivono in dormitori vicino alla fabbrica.

La fotografa ha potuto visitare anche la città di Wonsan, sulla costa occidentale della Corea del Nord, che il governo sta tentando di trasformare in una delle destinazioni del turismo interno del paese. La città è inoltre sede della Colonia Internazionale per l’Infanzia di Songdowon, un centro che opera da 30 anni, e che in origine aveva l’obiettivo di cementare le relazioni tra i bambini del mondo comunista, ma sarebbero benvenuti anche bambini americani, dicono i funzionari del governo. La colonia funziona ancora, i bambini stranieri ospitati quest’anno sono 300 e vengono da Russia, Cina, Vietnam, Irlanda e Tanzania. Anche se il funzionamento della colonia si basa sui finanziamenti governativi, il costo di una settimana di permanenza per bambino straniero è di circa 200 euro.

È bene ricordare che tutte le immagini che possiamo vedere della Corea del Nord sono immagini la cui diffusione è stata autorizzata dal governo: insomma, diciamo che si tratta – come minimo – di una rappresentazione molto parziale di uno dei regimi totalitari più duri al mondo.