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  • mercoledì 30 Luglio 2014

I guai di Hackett con la nazionale di basket

Il playmaker dell'Olimpia Milano campione d'Italia è stato squalificato per sei mesi per avere di nuovo lasciato il raduno dell'Italia alla vigilia di un torneo

Negli ultimi quindici giorni la stampa sportiva italiana si è occupata più volte di un episodio accaduto il 18 luglio scorso al ritiro della nazionale italiana maschile di pallacanestro: Daniel Hackett, uno dei giocatori italiani più forti dell’intero campionato (figlio del cestista americano Rudy Hackett), ha abbandonato il ritiro della nazionale senza spiegazioni, provocando una serie di critiche e polemiche da parte non solo degli appassionati di basket, ma anche della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) e dei suoi stessi compagni di nazionale. Il caso è stato molto seguito dalla stampa per due motivi: sia perché Hackett è il playmaker titolare dell’Olimpia Milano, la squadra che ha da poco vinto l’ultimo campionato italiano di basket; sia perché non è la prima volta che Hackett salta tornei estivi con la nazionale italiana dopo avere polemizzato con la FIP.

Il problema è iniziato il 18 luglio scorso, quando la FIP ha pubblicato sul suo sito una breve comunicazione: «L’atleta Daniel Hackett ha lasciato questa sera il raduno di Trieste senza previa autorizzazione da parte dello staff Azzurro e senza alcun giustificato motivo». Hackett era arrivato a Trieste insieme agli altri due suoi compagni di squadra di Milano, Alessandro Gentile e Niccolò Melli, e avrebbe dovuto allenarsi con il preparatore fisico della nazionale e con l’assistente allenatore per un paio di giorni. Il lunedì successivo si sarebbe poi dovuto riunire con il resto della nazionale, che intanto stava per iniziare a Sarajevo un torneo di preparazione ai prossimi Europei.

Dopo la comunicazione sul sito della FIP, Hackett ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook in cui ha accusato la Federazione di non considerare i suoi problemi fisici – tendine malconcio per un’infiammazione cronica, lesione al costato in fase di cicatrizzazione, disco alla schiena “sgretolato da riparare” – e di forzarlo invece a giocare. La FIP ha risposto che i referti medici non avevano mostrato alcun problema fisico che impedisse a Hackett di giocare con la nazionale. Anche il presidente dell’Olimpia Milano, la squadra per cui Hackett gioca dal gennaio 2014, ha criticato Hackett in un’intervista data alla Gazzetta dello Sport, dicendo: «Mi auguro che il giocatore torni dove deve essere, ovvero in Nazionale. Il club lo invita a tornare sui suoi passi, è scappato dal ritiro e questo per noi è un atteggiamento inaccettabile».

Il 24 luglio il Giudice sportivo ha quindi squalificato Hackett per sei mesi, a partire dal prossimo 12 ottobre, il giorno in cui comincia il campionato 2014-2015. Il 29 luglio i giocatori della nazionale italiana hanno scritto un comunicato che è stato poi pubblicato sul sito della FIP: nel comunicato i giocatori hanno usato toni piuttosto duri, dicendo che Hackett ha violato le regole della nazionale e anche “le regole non scritte tra giocatori”. Nel frattempo Hackett ha deciso di non fare appello contro la decisione del Giudice sportivo e ha alluso ad aver “commesso degli errori”.

La squalifica di Hackett ha messo in discussione anche la sua permanenza all’Olimpia. Hackett era stato infatti comprato a gennaio da Siena con l’obiettivo di farlo diventare uno dei giocatori attorno ai quali costruire il gioco di Milano: i sei mesi di squalifica significano che Hackett salterà le prime 26 partite della prossima stagione, cioè potrà rientrare solo poco prima dell’inizio dei playoff. Potrà però giocare in Eurolega, il più importante torneo di basket in Europa. Dopo diversi giorni di incertezze, Hackett ha deciso di rimanere all’Olimpia, nonostante fosse cercato anche da diverse altre squadre europee piuttosto forti (si parlava per esempio di squadre turche), accettando di ridursi notevolmente lo stipendio. La squalifica comunque potrebbe essere ridotta: c’è la via dell’indulto, che può essere concesso dal Consiglio Federale riducendo o annullando la sanzione; oppure il presidente della FIP, Gianni Petrucci, potrebbe decidere per la grazia, che può essere richiesta da Hackett dopo avere scontato almeno metà della sua squalifica.

Daniel Hackett ha 26 anni. È nato a Forlimpopoli, in provincia di Forlì-Cesena, ma è cresciuto a Pesaro: suo padre, l’americano Rudy Hackett, è un ex-giocatore di basket, che nella sua carriera ha giocato sia nella NBA – la massima lega professionistica di basket in Nord America – che in Italia. Dopo avere giocato tre stagioni nella squadra della University of Southern California, negli Stati Uniti, nel 2001 Daniel Hackett è tornato in Italia. Ha giocato per una stagione a Treviso, due a Pesaro, una e mezza a Siena (dove ha vinto uno scudetto) e dal gennaio 2014 a Milano. Già nell’estate del 2013 Hackett aveva rinunciato a partecipare agli Europei con la nazionale italiana, a causa di un lento recupero da un infortunio. La sua decisione era stata piuttosto criticata, e Hackett era stato accusato di “poco attaccamento alla maglia”.