Perché Apple e IBM lavoreranno insieme

Dopo essersi guardate male per anni, le due società hanno stretto un accordo per favorire l'utilizzo degli iPhone e degli iPad nelle aziende

Apple e IBM hanno annunciato una collaborazione senza precedenti nella loro storia per favorire la diffusione degli iPhone e degli iPad nelle aziende, con applicazioni e soluzioni studiate appositamente per chi lavora nelle imprese. L’accordo è insolito per una società come Apple, che fino a ora aveva sempre lavorato da sola alla progettazione e allo sviluppo dei suoi prodotti e del suo software, coinvolgendo raramente altre società e mai di dimensioni enormi come nel caso di IBM. Tim Cook, il CEO di Apple, ha però spiegato che in ambito aziendale la sua società è stata fino a ora poco presente se confrontata con IBM, che fornisce da anni servizi e programmi per organizzare e gestire il lavoro in azienda. Da questo punto di vista, ha detto Cook, le due società sono complementari e potranno collaborare mantenendo una giusta distinzione dei loro ruoli.

Vecchi nemici
In passato i rapporti tra Apple e IBM sono stati alquanto burrascosi. Negli anni Ottanta IBM era uno dei principali produttori di computer al mondo e Steve Jobs, il cofondatore di Apple, considerava l’azienda il suo nemico numero uno, da sconfiggere a tutti i costi con computer e programmi più innovativi e differenti. Trent’anni fa, per una pausa del Super Bowl, l’evento sportivo più seguito negli Stati Uniti, Jobs fece realizzare il leggendario spot “1984” nel quale IBM, senza essere direttamente nominata, era identificata come una sorta di Grande Fratello reazionario, interessato a mantenere il suo regime e a impedire qualsiasi tipo di rivoluzione. I nuovi Macintosh di Apple – rappresentati da una donna con un martello che sfasciava lo schermo su cui appariva il Grande Fratello – erano la soluzione per cambiare lo stato delle cose e fare qualcosa di nuovo.

Negli ultimi 30 anni le cose sono cambiate notevolmente. IBM ha smesso di produrre personal computer nel 2005, vendendo la sua divisione che se ne occupava a Lenovo, e da allora si è convertita completamente alla fornitura di soluzioni e servizi per le aziende: programmi gestionali, sicurezza delle reti, server, archiviazione dei dati, assistenza e tecnologie cloud. Apple dal canto suo ha continuato a produrre computer, ma negli ultimi anni la produzione di smartphone e tablet è diventata preponderante e la sua prima fonte di ricavi. Le due società fanno quindi cose molto diverse e grazie al nuovo accordo si incontreranno a metà strada, cercando di trarre benefici dalle soluzioni che porteranno avanti insieme.

L’accordo
L’accordo prevede che IBM fornisca applicazioni e assistenza per i prodotti Apple all’interno delle aziende, e che in una certa misura ne promuova l’adozione come una delle soluzioni per le imprese. L’impegno di IBM sarà consistente e prevede, a pieno regime, l’utilizzo di circa 100mila consulenti e sviluppatori per diffondere l’iniziativa. La collaborazione porterà alla creazione di applicazioni per le imprese che funzionino senza problemi sugli iPhone e gli iPad e che siano in grado di dialogare con gli altri sistemi informatici adottati nelle aziende. I termini dell’accordo possono apparire generici, ma c’è da ricordare che le soluzioni per le imprese sono di solito adattate e personalizzate sulle singole aziende, quindi non ci sarà un sistema unico uguale per tutti.

Apple si è fatta soprattutto conoscere come una società che si occupa dei singoli utenti e fino a ora non si era impegnata più di tanto nei sistemi aziendali, lasciandoli a chi negli anni si è specializzato nel settore proprio come IBM. Nonostante ciò negli ultimi anni l’adozione di iPhone e iPad nelle aziende è continuata a crescere, complicando in molti casi la vita ai responsabili delle reti aziendali, alle prese con problemi di compatibilità e soprattutto con la necessità di mantenere sicure le comunicazioni. Apple ha lavorato ad applicazioni e soluzioni per fare dialogare meglio i suoi dispositivi con i classici sistemi informatici usati in azienda, ma aveva comunque lasciato alle singole imprese il compito di adattare i loro sistemi. La nuova collaborazione cambierà le cose e potrebbe spingere più responsabili di azienda a passare agli smartphone e ai tablet di Apple.

BYOD
L’accordo dovrebbe anche semplificare i problemi posti negli ultimi anni dalle politiche aziendali del cosiddetto “bring your own device” (BYOD, “porta il tuo dispositivo”), cioè la possibilità per i dipendenti di usare lo stesso smartphone, pc o tablet sia per le proprie attività personali sia per quelle lavorative, evitando di avere dispositivi separati al lavoro rispetto a quelli domestici. Gestire queste politiche è spesso complicato per quanto riguarda la sicurezza, perché le persone meno esperte tendono a fare confusione se non c’è una netta separazione dal punto di vista dei programmi. IBM produrrà applicazioni e software per usare gli iPhone e gli iPad al lavoro, creando ambienti separati dal resto delle proprie applicazioni personali e dei propri file come foto, video e musica.

La società fa già qualcosa di analogo su Android, il sistema operativo per dispositivi mobili di Google in diretta concorrenza con iOS di Apple. BlackBerry ha realizzato da tempo soluzioni simili per il BYOD, ma fino a ora non ha ottenuto molto successo: le sue quote di mercato continuano a ridursi e molte società stanno abbandonando i suoi sistemi per passare a quelli Android e a quelli Apple. Microsoft è in una complicata fase di transizione e sta ancora cercando il giusto equilibrio tra la sua offerta tradizionale di programmi e servizi su Windows e quella dei nuovi dispositivi portatili come smartphone e tablet, anche in seguito alla recente acquisizione di un pezzo di Nokia.

Quando
Le prime applicazioni nate dalla collaborazione tra Apple e IBM saranno disponibili entro fine anno. Saranno compatibili con iOS 8, l’ultima versione del sistema operativo per iPhone e iPad che Apple ha presentato a giugno e che sarà distribuito a partire dall’autunno. Ci sono enormi margini per fare ricavi nel settore: secondo Forrester Research solo nel 2013 aziende e istituzioni pubbliche hanno speso 11 miliardi di dollari nell’acquisto di nuovi iPad per i loro sistemi aziendali. Con la nuova collaborazione con IBM, Apple confida di aumentare ulteriormente il ritmo delle vendite. L’accordo è stato accolto positivamente dalla borsa di New York, con Apple che ha guadagnato circa l’1,6 per cento e IBM il 2 per cento.

Per diventare più incisiva nel mercato delle soluzioni per le aziende, Apple avrebbe dovuto investire denaro, tempo e risorse, raddoppiando la propria forza lavoro. Il patto con IBM permette di evitare un investimento di questo tipo e non cambia più di tanto la politica del fare da soli della società: i sistemi aziendali non sono al centro degli affari di Apple e probabilmente continueranno a non esserlo per lungo tempo, quindi è ragionevole affidare la loro gestione a una società che se ne occupa da anni, seppure con alti e bassi, soddisfacendo una domanda che comunque esiste e che continua a crescere.

foto: Steve Jobs in una foto del dicembre 1983 scattata a Manhattan, New York (Stati Uniti);
la foto è di Jean Pozzi e fu pubblicata nel 2011 da Andy Hertzfeld su Google+.

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