• Mondo
  • martedì 17 Giugno 2014

Una registrazione mette nei guai il governo polacco

Il governatore della Banca centrale chiese la rimozione del ministro delle Finanze in una conversazione col ministro degli Interni

Sabato 14 giugno il magazine polacco Wprost ha pubblicato la registrazione di una conversazione risalente allo scorso luglio tra il capo della Banca centrale polacca, Marek Belka (nella foto durante una conferenza stampa del 2010), e il ministro degli Interni, Bartlomiej Sienkiewicz. Nella registrazione Belka dice a Sienkiewicz che la Banca centrale è disposta ad aiutare il governo polacco a venire fuori da una precaria situazione finanziaria, ma solo a condizione che il ministro delle Finanze, Jacek Rostowki, venga allontanato dal suo incarico. Lo stesso Rostowki verrà in effetti sostituito quattro mesi dopo in un più ampio rimpasto di governo: ma il governo polacco ha ora negato che ci sia stato un qualche collegamento tra questa decisione e l’incontro tra Belka e Sienkiewicz reso pubblico da Wprost. Il caso ha provocato molte polemiche e critiche contro il governo polacco guidato dal primo ministro Donald Tusk, che è anche presidente di Piattaforma Civica, partito politico di orientamento liberale e conservatore, e che finora si è rifiutato di chiedere le dimissioni del suo ministro dell’Interno.

La registrazione, di cui non si conosce l’autore e che è stata resa pubblica solo in parte, è stata fatta durante un incontro richiesto da Belka in un ristorante di Varsavia, capitale della Polonia. Tra le altre cose, Belka e Sienkiewicz hanno discusso delle possibili politiche economiche che avrebbe potuto intraprendere la Banca centrale polacca e di potenziali effetti positivi che alcune di queste politiche avrebbero potuto avere sulla popolarità del governo Tusk, anche in vista delle elezioni politiche fissate per il 2015.

Belka ha confermato l’autenticità della registrazione: si è scusato per alcune espressioni piuttosto volgari ma ha aggiunto che diverse sue frasi sono state riportate fuori contesto e che alla fine non ha fatto niente di male. Belka ha detto di non avere alcuna intenzione di dimettersi, anche se molti investitori potrebbero ritenere ormai compromessa la credibilità della Banca centrale. La legge polacca prevede che il governatore della Banca centrale possa essere rimosso solo se condannato o se ritenuto incapace di svolgere il suo lavoro a causa di una malattia (Belka è nel quarto dei suoi sei anni di mandato e in teoria potrebbe ricandidarsi un’altra volta). Anche il primo ministro Tusk ha detto che né Belka né Sienkiewicz hanno violato la legge, e che stavano solo cercando di aiutare lo stato polacco, e ha aggiunto che la registrazione della conversazione fa parte di un «tentativo di far cadere il governo con metodi illegali», segnalando che è il primo caso di registrazioni fatte su membri del governo polacco dalla fine del comunismo nel 1989.

La pubblicazione del testo della conversazione ha causato molte polemiche in Polonia, perché secondo l’ordinamento nazionale la Banca centrale dovrebbe essere indipendente dal governo, e qualsiasi interferenza è vietata. Jaroslaw Kaczynski, capo del Partito Legge e Giustizia, il più importante partito di opposizione della Polonia, ha detto che chiederà al parlamento di votare la sfiducia al governo. L’analista politica Anna Materska-Sosnowska ha detto ad Associated Press che la registrazione mostra le difficoltà del governo polacco a tenere sotto controllo le sue stesse agenzie. Il ministro dell’Interno Sienkiewicz è infatti anche il capo dei servizi segreti polacchi, ma nonostante questo non è riuscito a evitare di essere registrato.