Corradino Mineo, PD. (Mauro Scrobogna /LaPresse)

Corradino Mineo su Renzi e Boschi

«Maria Elena Boschi è la conseguenza della parità di genere», «Matteo è come un ragazzino autistico»

Durante una presentazione del libro di Pippo Civati, il senatore del PD Corradino Mineo – ex giornalista e direttore di RaiNews24 – ha criticato molto l’atteggiamento del governo sulle riforme e soprattutto quello di Matteo Renzi, presidente del Consiglio e segretario del PD, e Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme. Mineo è uno dei due senatori che la settimana scorsa il PD ha rimosso dalla commissione Affari costituzionali del Senato, per via delle loro critiche al disegno di legge sostenuto dal governo.

«Maria Elena Boschi è la conseguenza della parità di genere»

«Matteo è come un ragazzino autistico: lo vorresti proteggere, perché tante cose non le sa, però se lo metti a ragionare di politica e di rapporti di forza, suona»

Aggiornamento: Corradino Mineo si è scusato.

Per prima cosa le mie scuse. Ieri sera, stanco e provato, ho detto cose che non avrei dovuto. Durante la presentazione di un libro di Civati, ho paragonato Renzi a un bambino autistico, nei confronti del quale si prova affetto e voglia di protezione ma che ti sorprende per la straordinaria capacità di risolvere un’equazione (in questo caso politica) molto complessa. Ho aggiunto di capire bene come la Boschi possa sentirsi più sicura e capace del premier, essendo, come e più di lui, giovane intelligente e studiosa. E tuttavia ciò non significa che abbia (e secondo me non le ha) le stesse, straordinarie capacità politiche.

Avrei dovuto tacere. Primo, perché citare a sproposito una malattia può risultare un insulto per coloro che con quella malattia convivono. Secondo, perché è sempre sbagliato mischiare politica e aspetti che investono la sfera privata. Infine, perché certe parole, separate dal contesto, diventano clave. Non avevo intenzioni aggressive né irrispettose, ma il risultato può essere stato, anzi è stato, offensivo. E per questo sento il bisogno, e ho il dovere, di chiedere scusa.