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  • sabato 7 Giugno 2014

La mega multa contro BNP Paribas

La più grande banca francese rischia di dover pagare 11 miliardi di euro per aver fatto transazioni con il Sudan, nonostante le sanzioni americane

Secondo l’agenzia di stampa Reuters, BNP, la più grande banca francese che in Italia controlla la banca BNL, potrebbe ricevere dagli Stati Uniti una multa da 11 miliardi di euro per aver violato le sanzioni americane che riguardano una serie di paesi tra cui il Sudan, che secondo gli Stati Uniti finanzia il terrorismo internazionale. Il caso dura da diverse settimane e coinvolge diverse agenzie federali e statali americane, tra cui il New York State Department of Financial Services.

Non ci sono ancora cifre ufficiali e la maggior parte delle informazioni di questi giorni sono state pubblicate sotto forma di indiscrezioni. All’inizio si era parlato di una multa da circa 7,5 miliardi di euro. Pochi giorni fa BNP aveva proposto di pagare un miliardo di euro. Secondo Reuters la richiesta di 11 miliardi potrebbe essere soprattutto uno strumento di contrattazione per spingere BNP ad alzare la cifra che è disposta a pagare. Se BNP non dovesse pagare la multa rischia di vedersi ritirare la licenza per operare nello stato di New York (dove si trova la borsa di Wall Street) e la possibilità di fare affari utilizzando dollari, hanno fatto sapere le varie agenzie governative americane.

Per fare un confronto, 11 miliardi di euro sarebbe la cifra più grande mai pagata da una banca per una multa. Supererebbe anche il record del patteggiamento da 8 miliardi di euro che ha concluso lo scorso novembre la banca JP Morgan, la più grande degli Stati Uniti, per una serie di violazioni relative al mercato dei mutui subprime. La cifra che rischia di pagare BNP è particolarmente impressionante anche perché è relativa ad una violazione di sanzioni imposte dagli Stati Uniti su un altro paese, un’attività per cui le banche di solito sono state multate con cifre molto inferiori. Il precedente record in questo campo era quello della Standard Chartered che nel 2012 fu accusata di avere fatto affari con l’Iran – paese sotto regime di sanzioni sia internazionali che statunitensi – e fu multata di 500 milioni di euro.

Tra i motivi che hanno spinto le autorità americane ad essere così severe nei confronti di BNP ci sarebbe il fatto che il volume delle sue violazioni è stato particolarmente ampio e superiore a quello mai compiuto da un’altra istituzione finanziaria. Inoltre, a quanto sembra, ci sarebbero le prove che la dirigenza della banca era perfettamente a conoscenza delle operazioni svolte in Sudan.

Gli Stati Uniti hanno emesso diverse sanzioni nei confronti del Sudan, che accusano di collaborare attivamente con l’Iran per fare arrivare armi ed altri materiali ad Hezbollah e Hamas, due gruppi definiti terroristici da molti paesi e che l’Iran appoggia attivamente. Nell’ottobre 2012 alcuni aerei israeliani attaccarono in Sudan un deposito di armi che molti commentatori ritenevano fossero dirette proprio ad uno dei due gruppi terroristici.

Tra il 2001 e il 2012, negli Stati Uniti le multe e le sanzioni contro le grandi società sono aumentate del 647 per cento. Le cause di questo incremento, secondo diversi commentatori, sono nella crescente pressione che i regolatori hanno ricevuto dalla politica per punire banche e banchieri a causa dei loro comportamenti durante la crisi.