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  • martedì 3 giugno 2014

La teoria dell’evoluzione sarà obbligatoria nelle scuole medie israeliane

Per la prima volta dal prossimo anno scolastico sarà insegnata agli studenti delle medie, ma con molte eccezioni e qualche limite

Il ministero dell’Istruzione di Israele ha stabilito che dal prossimo anno scolastico la teoria dell’evoluzione sarà insegnata agli studenti delle scuole medie, un cambiamento atteso e discusso da diverso tempo. Fino a oggi le teorie elaborate da Charles Darwin, e successivamente integrate da altri studi, erano state insegnate solamente nelle scuole superiori agli studenti dei corsi di biologia. Molti ragazzi terminavano quindi la scuola dell’obbligo senza avere mai avuto a che fare con la teoria dell’evoluzione. Gli insegnanti delle medie avevano comunque la facoltà di accennare alle teorie di Darwin, ma il loro insegnamento non era obbligatorio.

La Commissione del ministero dell’Istruzione che si è occupata della revisione dei programmi scolastici delle medie ha deciso che gli studenti delle classi ottave e none (tra i 13 e i 15 anni) dovranno studiare la teoria dell’evoluzione. Il quotidiano israeliano Haaretz spiega che la decisione riguarda al momento le scuole statali non confessionali, e che non è ancora chiaro se sarà applicata anche alle scuole religiose statali e private.

Le incertezze sulle scuole religiose sono dovute al fatto che queste già in passato ottennero di non insegnare alcune parti dei programmi scolastici, perché in aperta contraddizione con alcune teorie e precetti religiosi. Un anno fa ottennero, per esempio, che fosse rimossa dai programmi la parte riguardante il modo in cui si riproducono gli esseri umani.

La versione modificata del corso di studi per le scuole medie prevede che “secondo la teoria accettata oggi, la varietà delle specie esistenti nel nostro mondo è il risultato di processi evolutivi”. L’obiettivo, ha spiegato il ministero, è fare in modo che gli studenti capiscano che i cambiamenti dell’ambiente e quelli genetici “portarono alla grande diversità delle specie” che troviamo oggi sul pianeta. Secondo il Times of Israel, nei nuovi programmi per le medie non saranno comunque compresi espliciti riferimenti all’evoluzione del genere umano, a partire dai primati.

La soprintendente per i programmi scolastici scientifici, Shoshi Cohen, ha detto ad Haaretz che anche se un tempo alcune idee legate all’evoluzione venivano spiegate alle classi “ci siamo resi conto di non dare il giusto peso a una teoria scientifica ampiamente accettata in tutto il mondo, che dà una spiegazione sullo sviluppo e i processi nel nostro mondo”. In molti casi gli insegnanti non avevano gli strumenti per spiegare facilmente altri concetti nelle scienze, che derivano dalla teoria dell’evoluzione, anche perché questa non era nemmeno riportata nei libri scolastici.

L’aggiornamento dei programmi è stato accolto senza troppe polemiche da parte degli ambienti ortodossi e ultraortodossi israeliani. Il movimento sionista moderato Ne’emanei Torah Va’Avodah ha spiegato al Jerusalem Post che “è nostra responsabilità esporre i ragazzi a prospettive diverse nell’istruzione, che siano accettate o meno, e di fare in modo che sappiano affrontare queste differenze”.

Il direttore dell’istituto di istruzione superiore Hemdat Hadarom ha invece definito un errore insegnare l’evoluzione alle medie perché “è una materia complessa e perchè c’è mancanza di consenso tra gli scienziati in Israele e nel resto del mondo” sulla materia. In realtà il consenso nella comunità scientifica sull’evoluzione è estremamente ampio: le teorie che ne sono derivate sono state sostenute da scoperte e ricerche scientifiche nell’ultimo secolo.

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