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  • martedì 13 Maggio 2014

Pistorius sarà sottoposto a un esame psichiatrico

Lo ha deciso la Corte sudafricana che lo sta giudicando: l'ipotesi è che abbia ucciso la fidanzata per una paura congenita

Oscar Pistorius, l’atleta olimpico accusato di aver ucciso con premeditazione il 14 febbraio del 2013 la fidanzata Reeva Steenkamp, sarà sottoposto a un esame psichiatrico e verrà tenuto sotto osservazione per circa un mese in un istituito di salute mentale: lo ha deciso questa mattina la Corte che lo sta giudicando. Nel frattempo, il processo sarà sospeso in attesa dell’esito dell’esame. Lunedì 12 maggio e martedì 13 maggio era stata ascoltata in aula la testimonianza della psichiatra Meryll Vorster, che aveva definito Pistorius un soggetto con «disturbo da ansia generalizzata», nato subito dopo l’amputazione delle gambe, avvenuta quando aveva circa un anno: «Penso che l’ansia generalizzata sia rilevante per il caso, ma è il giudice che dovrà decidere se questa ha influito sulle sue responsabilità». La psichiatra ha anche precisato che i disturbi di ansia non avrebbero secondo lei influito sulla capacità di Pistorius di distinguere tra giusto e sbagliato.

La perizia e la testimonianza di Meryll Vorster sono state volute dall’accusa e hanno colto di sorpresa gli avvocati di Pistorius. Alcuni osservatori hanno infatti ipotizzato che si tratti di uno stratagemma tattico del procuratore per anticipare la difesa su questo tema. La questione del passato di Pistorius e della sua disabilità e delle sue implicazioni è stata infatti uno dei principali argomenti della difesa finora. Pistorius stesso, nella sua deposizione dello scorso 8 aprile, aveva parlato della sua condizione: «prendo sonniferi e antidepressivi (…), non riesco a dormire (…) sento l’odore del sangue e al più piccolo rumore mi sveglio terrorizzato»; aveva raccontato della madre morta quando lui aveva 15 anni, della sua disabilità, delle minacce di aggressioni e rapine subite in passato e dell’ossessione di trovarsi in pericolo. Più volte, a seguito di crolli emotivi e psicologici, le udienze erano state chiuse con anticipo.

Pistorius non ha mai negato di aver ucciso la fidanzata con quattro colpi di pistola, ma la sua versione è che si sia trattato di uno scambio di persona. Secondo Pistorius, dopo una cena a casa, lui e Reeva Steenkamp sarebbero saliti al piano superiore della casa in cui vivevano e sarebbero andati a dormire, intorno alle 22. Dopo essersi svegliato per il caldo, essere sceso dal letto senza protesi e aver sentito il rumore della finestra del bagno, Pistorius avrebbe preso da sotto il letto la pistola, avrebbe urlato ai presunti ladri di andarsene e sentendosi vulnerabile perché senza protesi (e «per paura di essere attaccato») avrebbe sparato i 4 colpi attraverso la porta del bagno. Non sentendo poi alcuna reazione, sarebbe tornato in camera, avrebbe infilato le protesi e con una mazza da cricket avrebbe sfondato la porta e scoperto il corpo. La versione dell’accusa è invece che Pistorius abbia ucciso la fidanzata alla fine di un violento litigio: l’avrebbe inseguita fino alla porta del bagno dove lei si era rifugiata, per spararle poi attraverso la porta.

Gli esiti possibili del processo sono sostanzialmente due. Il primo è che Pistorius venga condannato per omicidio volontario premeditato a 25 anni di reclusione. Se la corte dovesse accertare che Pistorius ha inseguito la sua fidanzata fino al bagno per poi spararle, sarebbe anche difficile per gli avvocati della difesa riuscire a far riconoscere le attenuanti. Il secondo esito possibile, invece, è che Pistorius riesca a provare di aver sparato pensando che ci fosse un ladro in casa. I suoi presunti o reali disturbi d’ansia potrebbero dunque avere un ruolo fondamentale nel determinare o meno il modo con cui l’atleta ha reagito alla paura.