Chi avrà vinto le elezioni europee

Numeri e criteri per capire chi potrà dirsi contento il 26 maggio, partito per partito

La storia per cui alle elezioni vincono sempre tutti, e pochi sono disposti ad ammettere di aver perso, alle elezioni europee vale ancora di più: se alle elezioni politiche alla fine un vincitore c’è sempre, più o meno riconosciuto, alle europee non si sceglie un governo né si elegge un sindaco. E quindi sarà ancora più complicato individuare chi abbia vinto e chi abbia perso, quando tutti si diranno soddisfatti: il partito più votato di tutti avrà vinto comunque? Un partito che supera lo sbarramento del 4% di poco ha vinto? Contano più le percentuali assolute o la competizione con gli altri partiti?

Per orientarsi, bisogna fare i conti con tantissimi criteri e variabili: i risultati ottenuti alle ultime elezioni europee e quelli ottenuti alle ultime politiche, i risultati circoscrizione per circoscrizione, il numero di europarlamentari eletti e le aspettative generate dalla situazione politica e dai sondaggi. Abbiamo quindi schematizzato il quadro – soppesando previsioni, ambizioni, annunci, obiettivi – con qualche indicazione più precisa su numeri e percentuali, per regolarci e vedere che risultati dovrà ottenere ciascun partito per poter dire di avere vinto, o almeno “tenuto”, grossomodo.

Partito Democratico
Alle elezioni europee del 2009 ottenne il 26,9 per cento. Parliamo di un’era politica fa: il segretario era Dario Franceschini, un anno prima alle politiche (quelle di Veltroni) aveva preso il 33 per cento. Nell’ultimo riferimento – le elezioni politiche del 2013 con Bersani leader – ha preso il 25,4. Dato che durante quest’anno il PD è stato al governo (e le elezioni europee storicamente penalizzano i partiti di governo) ed è stato per giunta al governo con i suoi avversari (prima Berlusconi e Alfano, poi solo Alfano) una flessione ulteriore sarebbe in qualche modo fisiologica, guadagnare anche un solo voto si potrebbe considerare una vittoria. Se non fosse che nel frattempo il PD si è scelto un nuovo segretario, Matteo Renzi, anche sulla base della sua grande presunta capacità – dimostrata in ambito locale ma tutta da dimostrare sul piano nazionale – di pescare consensi fuori dall’elettorato storico del centrosinistra. E quel nuovo segretario è diventato presidente del Consiglio: cosa che da una parte gli ha aumentato una quota automatica di critici e diffidenti, e dall’altra ha promosso ancora di più il suo iperattivismo, verbale o concreto che lo si ritenga. E i sondaggi più recenti attribuiscono al PD una percentuale tra il 29 e il 34 per cento.

Vince con più del 31 per cento
Perde con meno del 28 per cento

Forza Italia
Si presenta per la prima volta alle elezioni dopo lo scioglimento del Popolo delle Libertà (che alle europee del 2009 prese il 35,26 per cento e alle politiche del 2013 il 21,57 per cento). Nel frattempo Forza Italia è andata al governo con Letta, è passata all’opposizione, ha subìto la scissione del Nuovo Centro Destra e, soprattutto, ha visto il suo leader storico Berlusconi espulso dal Senato, limitato negli spostamenti e costretto a visitare settimanalmente un centro anziani. Il partito è giudicato in crisi di identità e ruolo da mesi, e già nel 2013 venne scavalcato nei voti del M5S. I sondaggi lo danno tra il 17 e il 23 per cento. Berlusconi ha detto che Forza Italia alle europee prenderà il 25 per cento.

Vince con più del 22 per cento
Perde con meno del 20 cento

Movimento 5 Stelle
Si presenta per la prima volta alle elezioni europee: alle politiche del 2013 ottenne il 25,56 per cento. Nel frattempo è passato il primo anno del Movimento 5 Stelle in Parlamento, tra rumorose proteste, parlamentari espulsi e un risultato non eccezionale alle ultime amministrative. L’anno passato dentro l’establishment politico senza imporre grandi cambiamenti potrebbe aver creato i primi delusi tra i suoi elettori ma anche nuovi consensi di chi apprezza la sua vocazione “di protesta”. C’è un obiettivo simbolico prima che numerico, che prescinde dalle percentuali: superare Forza Italia, e confermarsi così come il secondo partito dopo il PD, sarebbe una vittoria. Mentre sarebbe strano e deludente che un partito di opposizione perdesse voti alle elezioni europee. I sondaggi lo danno tra il 22 e il 26 per cento.

Vince con più del 24 per cento
Perde con meno del 22 per cento

Nuovo Centro Destra + UdC
È la prima volta che il NCD si presenta alle elezioni, sia europee che politiche, dopo la scissione dal PdL: e si è unito in alleanza con l’UdC che dalle elezioni 2013 a oggi è entrata in una grande crisi di senso e consenso. Non raggiungere lo sbarramento sarebbe una grossa sconfitta. Ma anche un risultato risicato sopra il 4 per cento sarebbe deludente: basti pensare che alle europee del 2009 l’UdC da sola ottenne il 6,51 per cento; ma alle politiche del 2013, dove era in coalizione con Scelta Civica, ottenne l’1,51 per cento. I sondaggi li danno tra il 5 e il 7 per cento.

Vince con più del 7 per cento
Perde con meno del 5 per cento

Lega Nord
Alle elezioni europee del 2009 prese ben il 10,21 per cento, e alle politiche del 2013 il 4: nel frattempo sono successe un sacco di cose, dalla fine del governo Berlusconi alla fine politica di Bossi e le inchieste giudiziarie. Oggi il segretario è Matteo Salvini, che ha accantonato i temi secessionisti puntando sull’uscita dall’euro e le critiche all’Unione Europea. Per com’è messa, superare lo sbarramento potrebbe già essere considerato un buon risultato, ma sarebbe comunque un sostanzioso ridimensionamento. I sondaggi la danno tra il 4 e il 5 per cento.

Vince con più del 6 per cento
Perde con meno del 4 per cento

Scelta Europea (Scelta Civica + Centro Democratico + Fare)
È una lista nata per queste elezioni e che comprende tre partiti che soltanto un anno fa erano avversari e sostenevano tre candidati diversi a presidente del Consiglio (Monti, Tabacci, Giannino). Alle politiche del 2013 Scelta Civica ottenne (da sola) l’8,3 per cento, Centro Democratico lo 0,49 e Fare l’1,1. I sondaggi danno oggi l’alleanza tra il 2 e il 3 per cento.

Vince con più del 4 per cento
Perde con meno del 4 per cento

Fratelli d’Italia-AN
Alle elezioni europee del 2009 stavano dentro il PdL, alle politiche del 2013 ottennero l’1,96 per cento. I sondaggi li danno in rimonta, tra il 3 e il 4 per cento.

Vince con più del 4 per cento
Perde con meno del 4 per cento

L’Altra Europa con Tsipras
È una lista nata per queste elezioni ma riunisce partiti di sinistra che esistono da molto. Alle elezioni europee del 2009 Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani avevano preso il 3,39 per cento, Sinistra Ecologia Libertà il 3,1: nessuno arrivò al 4 per cento ma insieme forse ce l’avrebbero fatta. Stavolta i tre partiti sono candidati insieme e con loro c’è anche un pezzo di cosiddetta “società civile”, giornalisti, scrittori e intellettuali promotori della lista. I sondaggi li danno tra il 3 e il 4 per cento.

Vince con più del 4 per cento
Perde con meno del 4 per cento

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