• Mondo
  • giovedì 8 maggio 2014

Vietare i droni viola la libertà di parola?

Alcune tra le più grandi testate americane hanno chiesto norme più permissive per l'uso commerciale degli aerei senza pilota

di Brian Fung – Washington Post

Negli ultimi tempi potreste aver sentito di agricoltori, piloti o anche agenti immobiliari che hanno chiesto all’autorità governativa americana sull’aviazione – la FAA – di consentire l’uso di droni, cioè di piccoli aerei senza pilota, nello spazio aereo statunitense, per uso commerciale. Probabilmente avete sentito del progetto di Amazon per consegnare alcune merci a domicilio con i droni. Ora anche alcuni dei più importanti organi di stampa americani, come il Washington Post, il New York Times, Associated Press e Gannett stanno chiedendo di poter usare i droni, sostenendo che vietarli sarebbe una violazione del diritto di parola.

Le organizzazioni in questione, nella fattispecie, sostengono che il divieto imposto dalla FAA costituisce una violazione del Primo Emendamento, la norma costituzionale che garantisce la libertà di parola e di stampa. La tesi è stata espressa in un documento consegnato a un tribunale che si sta occupando del caso di un giovane regista multato dalla FAA per aver usato un drone durante le riprese di una pubblicità.

“Queste regole hanno un campo di applicazione estremamente ampio”, si legge nel documento, “e vengono fatte rispettare attraverso un collage di norme, regolamenti, linee guida e denunce di tipo intimidatorio. L’effetto è un’impressionante limitazione del diritto di cronaca sancito dal Primo Emendamento”.

I diversi organi di stampa hanno consegnato questa nota per sostenere la posizione di Raphael Pirker, multato di 10.000 dollari dalla FAA per aver usato un drone durante delle riprese all’interno dell’Università della Virginia. Un giudice federale ha respinto la prima richiesta a procedere della FAA contro Pirker a marzo ma l’agenzia governativa ha deciso di proseguire con la causa. La FAA, in un comunicato stampa, ha detto che “sta facendo appello contro la decisione della corte perché è preoccupata per le conseguenze che potrebbe avere sulla sicurezza dello spazio aereo nazionale e sulla sicurezza di persone e cose a terra” .

Giornali e agenzie di stampa sono piuttosto entusiaste dell’idea di poter usare i droni durante i loro reportage: “La cronaca del traffico, sugli uragani, e degli incendi potrebbe essere fatta in modo più efficace e sicuro ed efficiente se si usassero i droni”. La FAA dovrebbe cominciare a pubblicare le nuove regole per l’uso commerciale dei droni il prossimo agosto, ma recentemente sono cresciuti i dubbi sul fatto che l’agenzia sia realmente in grado di rispettare la scadenza.

© 2014 – The Washington Post

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.