• Mondo
  • mercoledì 7 Maggio 2014

Il primo ministro della Thailandia è stato rimosso dal suo incarico

Yingluck Shinawatra ha abusato del suo potere, secondo la Corte Costituzionale: la decisione arriva dopo mesi di grave crisi politica

La Corte Costituzionale della Thailandia ha rimosso dal suo incarico il primo ministro Yingluck Shinawatra, con l’accusa di abuso di potere. Secondo il tribunale, nel 2011 Shinawatra ha trasferito illegalmente l’attuale capo della sicurezza nazionale del paese, Thawil Pliensri, perseguendo un “agenda nascosta” in violazione della Costituzione. Ad aprile, di fronte al tribunale, Shinawatra aveva negato le accuse, dicendo che il suo partito non aveva beneficiato in alcun modo dal trasferimento di Pliensri. La sentenza del tribunale rende ancora più incerto il futuro politico della Thailandia, e in particolare la praticabilità delle elezioni fissate per luglio 2014.

La decisione della Corte Costituzionale è arrivata dopo mesi di grave crisi politica, cominciata nel novembre scorso con grandi manifestazioni anti-governative. Da allora gli oppositori del governo chiedono le dimissioni di Shinawatra: la accusano di essere una marionetta di suo fratello Thaksin, ex primo ministro dal 2000 al 2006, ricco imprenditore e proprietario di diverse televisioni. Thaksin fu deposto dai generali che si dichiaravano fedeli al re: da allora i suoi seguaci, le cosiddette “camicie rosse”, organizzano periodicamente manifestazioni molto numerose, come quelle che si sono tenute a favore del governo della sorella.