• Italia
  • venerdì 11 Aprile 2014

Marcello Dell’Utri è latitante?

È stato emesso un ordine di custodia cautelare ma è "irreperibile", scrive la Stampa, a pochi giorni dalla sentenza definitiva sul suo conto: lui dice che si sta curando

La Stampa scrive che Marcello Dell’Utri, ex senatore del centrodestra a lungo amico e collaboratore di Silvio Berlusconi, è latitante: a pochi giorni dalla sentenza definitiva del processo in cui è accusato per concorso esterno in associazione mafiosa – è stato condannato in appello a sette anni – la corte d’appello ha emesso un ordine di custodia cautelare nei suoi confronti. Lui però è “irreperibile”, scrive la Stampa, e ci sono forti sospetti che abbia lasciato l’Italia.

Nella giornata di venerdì 11 aprile Dell’Utri ha diffuso una breve nota all’ANSA:

«Tengo a precisare che non intendo sottrarmi al risultato processuale della prossima sentenza della Corte di Cassazione; e che trovandomi in condizioni di salute precaria – per cui tra l’altro ho subito qualche settimana fa un intervento di angioplastica – sto effettuando ulteriori esami e controlli».

Tra le ipotesi circola quella secondo cui Dell’Utri si trova in Libano.

L’articolo della Stampa:

Il suo telefono squilla a vuoto, lontano, come se Marcello Dell’Utri fosse chissà dove. E in effetti è chissà dove: un ordine di custodia cautelare è stato emesso contro di lui dalla terza sezione della Corte d’appello di Palermo, ma non è stato eseguito, perché gli agenti della Squadra mobile di Milano non hanno trovato l’ex delfino di Silvio Berlusconi. Era troppo tardi: l’ex senatore del Pdl, condannato a sette anni per mafia e che attende per martedì la sentenza definitiva, potrebbe essere all’estero, in Guinea Bissau, Libano, Repubblica Dominicana. In quest’ultimo Paese si era già rifugiato due anni fa, in circostanze analoghe, quando sparì nei giorni in cui la Cassazione doveva decidere la sua sorte.

Poi la condanna fu annullata con rinvio e lui ricomparve.
Ora un’intercettazione ambientale del novembre scorso orienta più verso la Guinea Bissau e il Libano.

(continua a leggere sul sito della Stampa)

foto: DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images