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  • mercoledì 26 Marzo 2014

Le ultime sulla frana a nord di Seattle

Le persone morte ora sono 16, le squadre di soccorso hanno identificato altri 8 corpi tra i detriti e ci sono ancora decine di dispersi

Da quattro giorni decine di squadre di soccorso sono al lavoro a Oso nella contea di Snohomish, a nord di Seattle nello Stato di Washington (Stati Uniti), dove sabato 22 marzo una enorme frana ha travolto e sommerso decine di case, capanne e veicoli, causando la morte di almeno 16 persone. Due corpi sono stati recuperati nella giornata di martedì 25 marzo, ma secondo i soccorritori il numero complessivo dei morti potrebbe aumentare nelle prossime ore, perché sotto ai detriti sono state identificate altre otto persone che non è stato ancora possibile recuperare. L’elenco dei dispersi comprende 176 nomi, ma le autorità sono al lavoro da giorni per controllare la lista ed eliminare i doppioni dovuti alle segnalazioni multiple e confidano di ridurre il numero.

Man mano che passano le ore diventa sempre più improbabile trovare qualcuno vivo sotto i detriti portati a valle dalla frana, che si è originata da una collina che già in passato aveva causato smottamenti. A valle, nelle vicinanze del fiume Stillaguamish, c’erano decine di case e capanne, distrutte e sommerse dalla grande quantità di fango e detriti portati dalla frana. L’area interessata è ampia oltre 2,6 chilometri quadrati e la massa di terra arrivata a valle in alcuni punti ha raggiunto uno spessore di 4 metri e mezzo. La grande quantità di detriti ha reso complicate le operazioni di ricerca delle persone rimaste travolte dal fango, e sta rallentando i lavori dei soccorritori.

Il responsabile dell’emergenza a Oso, John Pennington, ha spiegato che le ricerche proseguiranno anche nelle prossime ore. Oltre alle autorità locali, nella zona sono al lavoro la Guardia nazionale e l’Agenzia federale per la gestione delle emergenze. Decine di persone da giorni stanno rimuovendo con cura i detriti, concentrandosi nei punti dove si trovavano le case degli abitanti della zona. Utilizzano sonar e cani, addestrati per trovare i corpi sotto le valanghe. Altre squadre di ricerca sono al lavoro lungo la Highway 530, strada che corre parallela alla collina franata e su cui stavano transitando diversi veicoli al momento della frana. I detriti sono arrivati molto rapidamente a valle, hanno raccontato i testimoni, rendendo praticamente impossibile mettersi in salvo.

Secondo i tecnici che stanno tenendo sotto controllo la collina non c’è il rischio immediato di nuove frane, perché quella di sabato ha ridotto sensibilmente la pressione sul terreno causata da un grande accumulo di acqua. Si sono però formate nuove profonde crepe nel terreno, che devono essere tenute d’occhio perché potrebbero essere causa di nuovi smottamenti.

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