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  • domenica 9 Marzo 2014

Cosa si sa dell’aereo scomparso

Ancora molto poco, nonostante le ricerche del volo Malaysia Airlines con 239 persone a bordo siano in corso da quasi due giorni: tutte le notizie, messe in ordine

Domenica 9 marzo, a distanza di ormai quasi due giorni dalla scomparsa del Boeing 777-200 della Malaysia Airlines dai radar, le ricerche non hanno ancora identificato con sicurezza tracce dell’aereo e non hanno aggiunto elementi che spingano a riconsiderare le (poche) informazioni già emerse sabato. Nel corso della giornata l’Interpol ha confermato che sull’aereo viaggiavano due persone con documenti rubati. Inoltre diversi siti di news hanno riferito che due diversi oggetti galleggianti sono stati avvistati a circa un centinaio di chilometri a sud-ovest dell’arcipelago vietnamita di Tho Chu, teoricamente lungo la rotta tracciata per il volo MH 370, ma ancora non è possibile stabilire se si tratti di detriti appartenenti all’aereo (anzi almeno in un caso CNN ha smentito che si trattasse di un pezzo del Boeing), e la compagnia aerea non ha fatto alcuna conferma ufficiale.

 

Le ricerche coordinate per via aerea sono state interrotte intorno alle 22.30 (orario di Kuala Lumpur, le 15.30 in Italia) e riprenderanno domani dopo l’alba.

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16.10Reuters ha scritto pochi minuti fa che, secondo fonti investigative, le indagini si stanno concentrando sulla possibilità che il Boeing 777-200 della Malaysia Airlines sia esploso in volo quando si trovava a una quota di circa diecimila metri, dato che finora non sono stati ritrovati resti dell’aereo. Se l’aereo fosse precipitato in mare, secondo la fonte anonima citata da Reuters, il team impegnato nella ricerca avrebbe trovato i rottami dell’aereo in un’area relativamente circoscritta.

Poco prima dell’aggiornamento di Reuters, diversi siti di news avevano riportato la foto di un altro oggetto galleggiante, avvistato da un aeroplano vietnamita a circa 80 chilometri dall’arcipelago di Tho Chu, e che alcuni sostengono possa essere uno sportello della coda dell’aereo (la compagnia aerea ha però negato di avere aggiornamenti rilevanti).

 

 

14.30 – Intanto l’Interpol ha confermato che due passaporti – di un italiano e di un austriaco – presenti nel registro internazionale dei documenti di viaggio smarriti o rubati sono stati effettivamente utilizzati da due passeggeri sul volo MH 370 della Malaysia Airlines. I due documenti erano stati inseriti nel database subito dopo le denunce di furto, avvenuti entrambi in Thailandia, uno nel 2012 e l’altro nel 2013. «Anche se è troppo presto per fare speculazioni riguardo un’eventuale connessione tra i documenti di viaggio rubati e la scomparsa dell’aereo», ha detto il segretario generale dell’Interpol Ronald K. Noble, «è molto preoccupante che dei passeggeri siano stati in grado di imbarcarsi su un volo internazionale utilizzando dei passaporti rubati presenti nel registro dell’Interpol».

13.55 – Scrive CNN, citando fonti americane impegnate nelle operazioni di ricerca, che l’oggetto galleggiante “sospetto” – avvistato poche ore fa al largo dell’arcipelago vietnamita di Tho Chu – non appartiene all’aereo della Malaysia Airlines e che quindi si è trattato di un falso allarme.

 

Aggiornamento, ore 12.50 – Il corrispondente del Wall Street Journal per il Vietnam ha riferito che alcuni aeroplani impegnati nelle operazioni di ricerca hanno avvistato un “oggetto galleggiante sospetto” di colore giallo a circa 100 chilometri al largo dell’arcipelago vietnamita di Tho Chu, e che in meno di un’ora alcune navi vietnamite dovrebbero raggiungere il punto indicato.

Intanto la corrispondente del Guardian in Cina, Tania Branigan, riporta alcuni dettagli ulteriori riguardo gli spostamenti dei due passeggeri che viaggiavano presumibilmente con passaporti rubati. Entrambi avevano acquistato il biglietto giovedì 6 marzo, il giorno prima della partenza, e sabato mattina avrebbero dovuto prendere a Pechino un altro volo, per Amsterdam; da lì si sarebbero poi separati e spostati con un terzo volo, uno per Francoforte e l’altro per Copenhagen. La Malaysia Airlines ha diffuso una lista (pdf) dei passeggeri a bordo dell’aereo scomparso.

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Un aereo della Malaysia Airlines con a bordo 239 persone è scomparso dai radar alle 2.40 della notte tra venerdì 7 e sabato 8 marzo (in Italia erano le 19.40 di venerdì) mentre si trovava sopra il Mar Cinese Meridionale, a sud del Vietnam. L’aereo – un Boeing 777, volo MH370 – era diretto a Pechino ed era partito poco dopo mezzanotte da Kuala Lumpur, in Malesia. Sebbene le ricerche stiano andando avanti da oltre 24 ore, al momento non ci sono ancora tracce dell’aereo né elementi concreti per avanzare una qualsiasi spiegazione della scomparsa. Ci sono però una serie di dati e di comunicazioni ufficiali da parte delle autorità che con il passare delle ore sono di fatto diventate le poche informazioni certe sulla vicenda.

Che tipo di aereo è
L’aereo di cui si sono perse le tracce è un Boeing 777, uno dei velivoli più utilizzati al mondo per i voli molto lunghi, e può trasportare da 300 a 380 passeggeri. Ha un’autonomia di volo di circa 16 ore ed è stato finora utilizzato da diverse compagnie aeree per un totale di circa 5 milioni di voli. È considerato uno degli aerei più sicuri al mondo, anche in base alle statistiche: in quasi vent’anni di storia (è stato messo sul mercato nel 1995) non ha avuto nessun incidente mortale fino al luglio del 2013, quando un 777 della compagnia aerea sudcoreana Asiana ebbe un incidente nell’aeroporto di San Francisco in cui morirono tre persone.

Dove è scomparso
I radar hanno perso contatto con il volo MH370 mentre stava sorvolando il Mar Cinese Meridionale, a sud del Vietnam. Ventidue aeroplani e quaranta navi di diverse nazionalità (statunitensi, vietnamiti, malesi) sono impegnati nelle operazioni di ricerca, che al momento vanno dal Mar Cinese Meridionale fino alla costa occidentale della Malesia. Il capo dell’aeronautica militare malese Rodzali Daud ha detto che i tracciati radar segnalano la “possibilità” che il pilota abbia effettuato una manovra di rientro, prima che dell’aereo si perdessero le tracce.

La posizione dell'aereo al momento della sua scomparsa dai radar. (AP Photo/flightradar24.com)

La posizione dell’aereo al momento della sua scomparsa dai radar. (AP Photo/flightradar24.com)

Chi c’era a bordo e chi no
A bordo dell’aereo c’erano persone di 14 diverse nazionalità: circa due terzi dei passeggeri erano cinesi. Il capo dell’aviazione civile malese, Azharuddin Abdul Rahman, ha detto che cinque passeggeri che avrebbero dovuto essere a bordo dell’aereo non si sono imbarcati e che perciò i loro bagagli erano stati tolti dalla stiva.

Nel corso della giornata di sabato si è scoperto che due dei passeggeri inizialmente creduti a bordo, un italiano e un austriaco, in verità non erano sull’aereo: entrambi avevano denunciato il furto dei loro documenti d’identità nel corso degli ultimi due anni, e in tutti e due i casi il documento era stato rubato in Thailandia. L’italiano inizialmente creduto a bordo del Boeing – come confermato dal ministero degli Esteri e riportato dal Corriere della Sera – è un 37enne di Cesena, che ha subito comunicato ai suoi familiari di stare benissimo e di non essere mai salito su quell’aereo (è in vacanza in Thailandia da quattro giorni).

Sebbene non ci siano state comunicazioni ufficiali a riguardo, è a questo punto molto probabile che sulla lista delle persone imbarcate potessero esserci due persone che viaggiavano con documenti rubati. Nelle ultime ore diversi giornalisti hanno dato credito all’ipotesi che le due persone che viaggiavano con i due documenti rubati avessero due biglietti con i numeri di serie consecutivi, segno che fossero stati acquistati insieme, e che entrambi avessero un volo da Pechino ad Amsterdam prenotato per sabato mattina. A una domanda dei giornalisti riguardo un’eventuale pista terroristica, il primo ministro malese Najib Razak ha risposto che è ancora presto per “fare speculazioni” ma che si stanno considerando tutte le possibilità.

Le due macchie di carburante
Nel corso della giornata di sabato il governo del Vietnam aveva comunicato che alcuni suoi aerei impegnati nelle ricerche avevano avvistato in mare due estese macchie di carburante, compatibili con il tipo di carburante che fuoriuscirebbe da un aereo precipitato in mare, ma non c’è al momento alcuna conferma del fatto che quel carburante appartenesse all’aereo scomparso. Peraltro, più tardi, le navi cinesi che hanno raggiunto l’area non hanno trovato resti né tracce dell’aereo, e le macchie erano scomparse.

Una veduta aerea di una delle macchie di carburante avvistate da un aereo vietnamita impegnato nelle ricerche

Una veduta aerea di una delle macchie di carburante avvistate da un aereo vietnamita impegnato nelle ricerche

Le condizioni di volo
Prima che se ne perdessero le tracce, non c’era stata comunicazione di alcuna avaria da parte dell’equipaggio del Boeing, e le condizioni atmosferiche del volo non erano difficili. Un esperto di aviazione contattato da BBC, Chris Yates, ha detto che le condizioni atmosferiche possono essere tolte dall’elenco delle possibili cause della scomparsa. «Le condizioni sono state descritte in modi diversi ma sono tutti concordi nel ritenerle ideali per il volo», ha detto Yates, che ha poi aggiunto: «questo lascia aperte solo due possibilità, un guasto meccanico catastrofico o un atto di terrorismo».