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  • domenica 9 marzo 2014

Le manifestazioni in Crimea

A Sebastopoli i pro-ucraini sono stati attaccati dai cosacchi, mentre Kerry ha dichiarato che un'annessione della regione "chiuderà qualunque spazio alla diplomazia"

Domenica 9 marzo ci sono state manifestazioni in diverse parti della Crimea a favore e contro la Russia. Almeno in un caso, durante una manifestazione a Sebastopoli, i manifestanti pro-ucraini sono stati attaccati dai filo-russi, in particolare dai paramilitari cosacchi arrivati negli ultimi giorni, come ha scritto l’inviato di BBC Ben Brown. I manifestanti sono stati attaccati con delle fruste in una scena che l’inviato ha descritto come “molto spiacevole”.

Ci sono state altre manifestazioni anche nella capitale della regione, Simferopoli, da dove per il momento non ci sono notizie di incidenti. I manifestanti filo-russi hanno organizzato un concerto, mentre i pro-ucraini hanno marciato in corteo sventolando bandiere ucraine e palloncini gialli e blu (i colori della bandiera ucraina). Durante la manifestazioni, i pro-ucraini hanno anche celebrato la ricorrenza dei duecento anni dalla nascita di Taras Shevchenko, uno dei poeti più importanti della letteratura ucraina.

Sabato 8 marzo il segretario di Stato americano John Kerry ha parlato al telefono con il ministero degli Esteri russi Sergei Lavrov. Secondo il comunicato ufficiale diffuso dal dipartimento di Stato, Kerry ha fatto presente a Lavrov che un ulteriore coinvolgimento militare della Russia, altre provocazioni e il tentativo di annettere la Crimea «chiuderanno qualunque spazio alla diplomazia». Il governo autonomista della Crimea ha fissato per il 16 marzo, domenica prossima, un referendum in cui chiedere l’annessione alla Russia, mentre nel parlamento russo diversi esponenti politici si sono espressi a favore di un’annessione della regione.

Intanto, le basi dell’esercito e della marina ucraina in Crimea continuano a essere circondate e sorvegliate a distanza dai miliziani filo-russi. La sera di venerdì 7 marzo un gruppo di miliziani ha fatto irruzione nella base di Sebastopoli. Non sono stati sparati colpi di arma da fuoco e dopo alcune ore gli ucraini hanno potuto rioccupare la base. Sabato 8 marzo la delegazioni di osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea (OSCE) – incaricata di monitorare la situazione in Crimea – è stata bloccata all’entrata della penisola per il terzo giorno consecutivo. I miliziani che sorvegliavano il posto di blocco hanno anche sparato dei colpi di arma da fuoco in aria.

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