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  • mercoledì 12 Febbraio 2014

Cammelli che non lo erano (nella Genesi)

Un nuovo studio conferma che furono addomesticati in Israele molto dopo le vicende dei patriarchi raccontate nella Bibbia

“Il servo prese dieci cammelli del suo padrone e, portando ogni sorta di cose preziose del suo padrone, si mise in viaggio e andò nel Paese dei due fiumi, alla città di Nacor”, si legge nel Libro della Genesi della Bibbia. Di passaggi simili, riferiti ai cammelli, nei racconti biblici della Genesi ce ne sono almeno una ventina, ma secondo diversi studiosi e una nuova ricerca sono un racconto dell’impossibile: all’epoca di Abramo e Giacobbe, cioè la prima metà del secondo millennio avanti Cristo, i cammelli non erano addomesticati e avevano poco a che fare con la vita del popolo ebraico.

Come spiega John Noble Wilford sul New York Times, quello dei cammelli – insieme ad altri indizi – confermano che la Bibbia fu scritta o riscritta diverse volte, molto tempo dopo gli eventi cui fa riferimento. L’attendibilità storica dei racconti biblici è messa in discussione da tempo da moltissimi studiosi e la faccenda dei cammelli può essere un buon punto di partenza. Gli studiosi della Bibbia dicono che nel libro capita spesso che alcuni fatti siano narrati con gli occhi di chi li rimaneggiò in periodi storici distanti da quelli in cui si svolsero i fatti. Per dirla con le parole dello storico Noam Mizrahi si tratta di “retro-proiezioni di un periodo più tardo”.

Erez Ben-Yosef e Lidar Sapir-Hen, due archeologi dell’Università di Tel Aviv (Israele), sono partiti dall’anacronismo dei cammelli nella Genesi per avviare una ricerca, tesa a scoprire quando fu introdotto l’addomesticamento di questi animali in Israele. Hanno scavato in un vecchio sito nella valle di Arava e in un altro a Wadi Finan in Giordania. Utilizzando il sistema del radiocarbonio per la datazione delle ossa che hanno trovato, i due ricercatori hanno concluso che i cammelli addomesticati furono introdotti in Israele verso la fine del X secolo avanti Cristo, diversi secoli dopo il periodo cui fa riferimento la Bibbia raccontando la storia dei patriarchi.

Gli archeologi hanno trovato ossa di cammello risalenti anche a periodi precedenti, ma secondo le loro analisi si trattava di animali allo stato brado, cacciati dai locali. A seconda delle dimensioni e di altre caratteristiche delle ossa è infatti possibile capire se appartenessero a cammelli selvatici o addomesticati, con una struttura ossea più massiccia dovuta al trasporto di carichi pesanti.

Nella ricerca, pubblicata dall’Università di Tel Aviv, si ipotizza che i primi cammelli furono probabilmente addomesticati nella Penisola araba. Gli antichi egizi si erano spinti fino in quella zona per sfruttare alcuni giacimenti di rame e probabilmente ebbero un ruolo nell’addomesticamento di questi animali. Prima dell’introduzione dei cammelli, per il trasporto degli oggetti e delle persone erano usati muli e asini.

L’introduzione del cammello in Israele fu fondamentale per lo sviluppo dell’economia e della società, spiega Ben-Yosef: “permise gli scambi a lunga distanza per la prima volta, fino in India, e il commercio di profumi con l’Arabia. È improbabile che i muli e gli asini potessero attraversare la distanza tra un’oasi e l’altra nel deserto”. I cammelli sono animali con una grande resistenza, marciano per decine di chilometri e grazie alle riserve di grasso nelle loro gobbe resistono ai periodi di scarsità di cibo.

I cammelli furono sempre più utilizzati per gli scambi commerciali a partire dal VII secolo avanti Cristo in Israele e nel Vicino Oriente. Anche grazie alla loro presenza nei racconti biblici, soprattutto nella Bibbia ebraica, gli studiosi hanno potuto collocare meglio il periodo storico in cui furono scritti e riconosciuti poi come testi sacri. Lo storico Noam Mizrahi, che studia la cultura ebraica sempre all’Università di Tel Aviv, ricorda che comunque la presenza dei cammelli nella Bibbia e le recenti scoperte degli archeologi non devono portare a negare il valore storico di ciò che si racconta nel libro.

I re Magi, comunque, fecero in tempo ad arrivare a Betlemme sui cammelli, almeno stando alla tradizione: per l’epoca il cammello era già stato introdotto come mezzo di trasporto. Milioni di statuette del presepe sono in salvo.