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  • giovedì 30 gennaio 2014

In Sudafrica il “partito dei bianchi” ha candidato a presidente una donna nera

Alle prossime presidenziali la vittoria di Zuma non è in discussione, ma una nuova alleanza potrebbe modificare gli equilibri

Tra l’aprile e il maggio del 2014, che è anche l’anno del ventesimo anniversario della fine dell’apartheid, i sudafricani dovranno eleggere la nuova Assemblea nazionale, la camera bassa del parlamento, che a sua volta nominerà il nuovo presidente. Quello attuale è Jacob Zuma, che con l’African National Congress (ANC) – il movimento che ha dominato la politica del Sudafrica negli ultimi vent’anni e il cui leader fu Nelson Mandela – è anche il grande favorito per la vittoria finale.

Martedì 28 gennaio il principale partito di opposizione all’ANC, la Democratic Alliance (DA), ha scelto di sostenere alle presidenziali Mamphela Ram­phele: sarà la prima candidata nera di Democratic Alliance, partito liberale guidato da una donna bianca (Helen Zilla) e sostenuto dalla maggior parte dei bianchi, da alcuni neri e da molti indiani e coloured – gruppo etnico con discendenza dall’Europa e da varie tribù Khoisan e Bantu. La candidatura di Mamphela Ram­phele è nata dalla recente alleanza, in vista delle elezioni, tra Demo­cra­tic Alliance e Agang SA, partito fondato dalla stessa Ramphele nel giugno dello scorso anno e che in lingua Sesotho significa “Costruire il Sudafrica”. La sua candidatura è considerata la prova finale del fatto che la Democratic Alliance non è più il “partito dei bianchi”, come è stato definito per gran parte della sua storia (mentre l’ANC è ancora soprattutto il “partito dei neri”).

Mamphela Ram­phele ha 66 anni, è un medico, è stata dirigente della Banca Mondiale e manager d’impresa, ma è anche stata una celebre attivista per i diritti dei neri e madre di due figli avuti dal fondatore del Black Con­sciou­sness Move­ment Steve Biko, ucciso in cella dalla poli­zia durante l’apartheid nel 1977, proprio durante il periodo in cui Mandela e altri leader dell’ANC si trovavano rinchiusi nel carcere di Robben Insland. A Cape Town, dopo l’ufficializzazione della sua candidatura, Ramphele ha detto: «Credo che que­sta deci­sione sia nell’interesse del Suda­frica, men­tre navighiamo in acque tur­bo­lente. La morte di Nel­son Man­dela ha cam­biato molte cose per il Suda­frica». Ramphele ha aggiunto che l’ANC potrà ora essere giudicato in base ai risultati ottenuti, e non per ragioni identitarie.

La scelta di candidare Ramphele è stata spiegata come una mossa stra­te­gica per atti­rare consensi tra i neri e togliere a DA (che attualmente controlla circa 70 dei 400 seggi del Parlamento) l’immagine di “par­tito dei bian­chi”. Pro­ba­bil­mente la can­di­da­tura di Ram­phele non met­terà in discus­sione la vit­to­ria dell’ANC alle presiden­ziali ma contribuirà, secondo diversi analisti, a far perdere al principale partito del paese consensi e seggi: processo che sembra essere già iniziato.

Negli ultimi anni, infatti, l’economia del Sudafrica è cresciuta meno rapidamente rispetto al passato. Dal maggio 2009 il Sudafrica è entrato in recessione economica, a seguito di un forte rallentamento del settore minerario e di quello manifatturiero. Il settore delle costruzioni invece, grazie all’organizzazione dei Mondiali di calcio nel 2010, ha beneficiato di un vasto programma di investimenti pubblici ed è riuscito a non subire eccessivamente gli effetti della crisi. La povertà è però ancora molto diffusa nel paese e il tasso di disoccupazione è intorno al 25 per cento. Lo Stato fatica a fornire alla popolazione tutti i servizi essenziali, come la casa, l’elettricità, l’acqua, le infrastrutture e la sanità. E a tutto questo va aggiunta la grande diffusione della corruzione tra i funzionari del governo e del partito e il conseguente calo di consensi del presidente Zuma (che durante i funerali di Mandela è stato fischiato).

Alle prossime elezioni, oltre all’African National Congress (ANC) e a Democra­tic Alliance (DA), si presenteranno anche altri partiti emergenti, per il momento piuttosto piccoli e ancora poco rilevanti. Tra questi l’Economic Freedom Fighters del populista Julius Malema, che sfida l’ANC “da sinistra” e da cui provengono alcuni politici usciti dal partito al governo (Julius Malema è infatti un ex leader dell’ANC e un ex alleato di Zuma). Un sondaggio condotto da Ipsos e pubblicato all’inizio di gennaio ha indicato l’ANC in calo al 53 per cento dei consensi, DA in salita al 18 per cento, Julius Malema al 4 per cento. Cifre che però potrebbero notevolmente modificarsi dopo la candidatura di Mamphela Ramphele e dopo l’annuncio della nuova alleanza politica.

Foto: Mamphela Ramphele a Johannesburg il 6 giugno del 2013 (ALEXANDER JOE/AFP/Getty Images)

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