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  • sabato 25 Gennaio 2014

L’Ucraina divisa

Governo e manifestanti non riescono a mettersi d'accordo, ma oggi il presidente ha offerto i posti di primo ministro e viceprimo ministro a due leader dell'opposizione

Aggiornamento 19.45 – Il presidente dell’Ucraina Viktor Yanukovych ha offerto l’incarico di primo ministro ad Arseniy Yatsenyuk, uno dei più importanti esponenti del partito di opposizione di Unione Pan-Ucraina “Patria”, e di viceprimo ministro a Vitali Klitschko, ex campione di boxe e capo del partito liberale di centrodestra Udar, anch’egli tra i leader della protesta.

Sabato mattina in Ucraina alcuni manifestanti anti-governativi hanno cercato di occupare l’edificio del ministero dell’Energia a Kiev, come parte delle proteste che stanno andando avanti da mesi contro il presidente ucraino Viktor Yanukovich. Il governo ucraino ha anche accusato i manifestanti di avere sequestrato due poliziotti e di tenerli in un edificio amministrativo della capitale occupato da circa due mesi: il governo ha minacciato che interverrà con la forza se i poliziotti non saranno liberati. Un terzo poliziotto sarebbe invece rimasto ferito gravemente in un altro tentativo di sequestro da parte dei manifestanti.

Nonostante le deboli aperture fatte ieri dal presidente Yanukovich – che tra le altre cose ha proposto un rimasto del suo stesso governo – nella notte tra venerdì e sabato ci sono stati altri scontri molto violenti tra polizia e manifestanti, specialmente a Kiev: l’obiettivo delle proteste continua a essere l’insieme delle politiche del governo e del presidente Viktor Yanukovich a favore di un riavvicinamento dell’Ucraina alla Russia, a scapito di nuovi accordi politici e commerciali con l’Unione Europea. L’opposizione accusa anche il governo di corruzione e abuso di potere.

I tentativi falliti per una tregua
Gli scontri violenti tra polizia e manifestanti anti-governativi sono riniziati pochi giorni fa dopo che gli ultimi tentativi di raggiungere un accordo tra le parti erano falliti. Sabato il ministro degli Interni ucraino, Vitaiy Zakharchenko, ha confermato il fallimento dei colloqui, aggiungendo che qualsiasi tentativo di negoziare una tregua è «inutile». Il governo ritiene infatti che le forze di opposizione del paese non siano più in grado di tenere sotto controllo i «gruppi più radicali» e armati che si sono infiltrati nelle proteste. Zakharchenko ha detto: «Le nostre richieste non sono state ascoltate e la tregua è stata violata».

Gli scontri di sabato seguono di un giorno un debole tentativo di rappacificazione fatto dal presidente ucraino, ma ritenuto insufficiente dalle opposizioni. Venerdì Yanukovich aveva annunciato di essere disposto a procedere a un rimpasto di governo, a concedere l’amnistia a favore degli attivisti arrestati e a fare altre concessioni minori. Vitali Klitschko – ex campione di boxe e capo del partito liberale di centrodestra Udar, tra i leader della protesta – ha chiarito però che ora l’opposizione chiede le dimissioni di Yanukovich.

La divisione dell’Ucraina in due
Negli ultimi giorni le proteste si sono diffuse da Kiev ad altre zone del paese, in particolare nell’Ucraina occidentale, e in diverse città (Ivano-Frankivsk, Chernivsti, Lutsk, Uzhgorod e Lviv) i manifestanti hanno occupato degli edifici governativi. Sul Washington Post il giornalista Max Fisher ha realizzato una mappa molto chiara che mostra la diffusione delle proteste in Ucraina in relazione ai risultati delle ultime elezioni presidenziali del 2010, quando la principale sfidante di Yanukovich era Yulia Tymoshenko, ex primo ministro dell’Ucraina che si trova in carcere da oltre due anni dopo essere stata condannata per abuso di potere e appropriazione indebita. Fisher scrive:

«Ecco perché questa mappa è importante: c’è una grande linea di divisione nella politica ucraina – o meglio, una linea fisica che separa il nord e l’ovest dal sud ed est. Lo si può vedere in questa mappa e in ciascuna singola mappa elettorale da quando il paese è diventato indipendente. […] La mappa mostra due cose: primo, che le proteste sono praticamente endemiche nella metà del paese che ha votato contro Yanukovich, inclusa Kiev. Secondo, che le proteste non coinvolgono minimamente la metà del paese che ha votato per Yanukovich.»

La divisione dell’Ucraina riguarda anche la lingua: con una seconda mappa Fisher mostra che nell’Ucraina sud-occidentale, quella che ha votato per Yanukovich e in cui non si sono diffuse le proteste, la popolazione parla come prima lingua principalmente russo, mentre nell’altra metà prevalentemente ucraino. Il fattore linguistico, scrive Fisher, è anch’esso legato alle preferenze politiche espresse dalla popolazione in questi mesi: nelle regioni in cui si parla prevalentemente russo, gli ucraini tendono ad apprezzare le politiche che portano il loro paese più vicino alla Russia; le regioni in cui la lingua dominante è l’ucraino, invece, l’identità nazionale è più legata all’Europa. «La divisione politico-linguistica dell’Ucraina è simile alla divisione tra “America rossa” e “America blu”, ma in modi molto più profondi», conclude Fisher.