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  • martedì 24 dicembre 2013

Natale al CIE di Ponte Galeria, Roma

37 migranti sono in sciopero della fame, 9 si sono cuciti le labbra: protestano contro i tempi di "trattenimento" troppo lunghi, alcuni sono lì da quattro mesi

Da quattro giorni, al Centro di Identificazione ed Espulsione (CIE) di Ponte Galeria, a Roma, alcuni migranti hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione forzata in attesa delle decisioni amministrative da parte dei consolati. Sabato 21 dicembre quattro di loro si sono cuciti le labbra utilizzando un ago ricavato da un accendino e un filo recuperato da una coperta, e altri li hanno imitati nei giorni seguenti. Al momento, scrive il Corriere della Sera, i migranti che rifiutano i pasti sono 37, tra cui sono 9 quelli con le labbra cucite. Gli ospiti della struttura sono 90, 61 uomini e 29 donne. La struttura può ospitare fino a 354 persone.

Secondo il direttore del Cie di Ponte Galeria, Vincenzo Lutrelli, i migranti non protestano contro l’assistenza e i servizi offerti dal centro ma contro i tempi troppo lunghi di “trattenimento amministrativo”, che i migranti di fatto vivono come una “reclusione”. Quelli che attualmente si trovano nel centro da più tempo sono lì da quattro mesi: teoricamente potrebbero rimanere lì dentro fino a 18 mesi, che è il termine massimo di permanenza nei CIE stabilito dalla legge (n. 129 del 2011).

I centri di identificazione ed espulsione in Italia sono 12, ma attualmente sette di questi sono chiusi e altri quattro funzionano con una capienza ridotta. Secondo le indicazioni ministeriali, si tratta di strutture “destinate al trattenimento degli stranieri extracomunitari irregolari e destinati all’espulsione”, al fine di “evitare la dispersione degli immigrati irregolari sul territorio”. Sono diversi dagli altri due tipi di centri dell’immigrazione italiani, i Centri di accoglienza per i richiedenti asilo (CARA) e i Centri di accoglienza (CDA, come quello di Lampedusa): la permanenza massima stabilita per legge è di 20-35 giorni nei CARA – per gli stranieri richiedenti asilo ma privi di documenti, in attesa del riconoscimento – e di 96 ore per i CDA.

ROMA – Prosegue la protesta degli immigrati al Cie di Ponte Galeria, alle porte di Roma. «La situazione ora è tranquilla anche se sono in 9 gli immigrati che continuano ad avere la bocca cucita», spiega Vincenzo Lutrelli, il direttore della struttura dove lunedì a portare avanti la protesta shock erano in dieci, mentre aumenta il numero di chi rifiuta i pasti: erano 30 mentre , ora sono 37.

LA PROTESTA VA AVANTI – «Ad ogni modo – prosegue Lutrelli – questi 37 immigrati che rifiutano i pasti si nutrono grazie all’assistenza che forniamo. Poiché la protesta va avanti da sabato scorso, posso assicurare che nessuno di loro è in condizioni critiche». «Mi auguro che il fatto che sia la Vigilia di Natale – conclude il direttore – possa portare ad uno stop della protesta…vedremo cosa succederà nelle prossime ore, certo apprezzano quanto detto dal Governo sui trasferimenti, anche se il loro obiettivo è veder risolta la propria situazione personale».

(Continua a leggere sul Corriere della Sera)

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