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  • martedì 17 dicembre 2013

La mega-squalifica di Josip Simunic

Un esperto difensore della Croazia dovrà saltare 10 partite – e quindi i Mondiali – per aver urlato lo slogan di un movimento di estrema destra alleato dei nazisti

Josip Simunic, 35enne difensore della nazionale di calcio della Croazia, è stato sospeso per 10 partite dalla FIFA, l’organo di governo del calcio mondiale, per comportamento discriminatorio: al termine della partita di ritorno dello spareggio mondiale giocato tra la Croazia e l’Islanda il 19 novembre scorso, Simunic aveva urlato verso gli spalti un grido di guerra degli “ustascia” croati, membri di un movimento di estrema destra alleato del nazismo durante la Seconda Guerra Mondiale e messo al bando nel 1945. Simunic si era rivolto ai tifosi urlando in un microfono: «Per la patria!», ottenendo la risposta: «Pronti!».

Simunic dal 2011 gioca per la Dinamo Zagabria, dopo aver giocato per dieci anni con l’Hertha Berlino. È il terzo giocatore della Croazia per numero di presenze (105) dietro solo a Stipe Pletikosa (109) e Darijo Srna (110). Ha origini australiane e ha giocato con la sua nazionale due Mondiali e tre Europei. La squalifica gli impedirà di giocare i mondiali brasiliani del 2014: se anche la Croazia arrivasse in finale, infatti, disputerebbe sette partite, e non sono previste altre partite ufficiali da qui all’inizio del torneo. Simunic dovrà anche pagare una multa di 30mila franchi svizzeri e non potrà entrare allo stadio nelle dieci partite in cui sarà squalificato. Riguardo alla sospensione, Simunic ha detto: «Il pensiero che qualcuno possa associare le mie parole a forme di odio e violenza mi terrorizza».

foto: FERNANDO VELUDO/AFP/Getty Images

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