• Cultura
  • mercoledì 4 Dicembre 2013

Downton Abbey per principianti

Le cose fondamentali da sapere su una serie molto diversa dalla gran parte di quelle degli ultimi anni, per chi vuole approfittare dell'inizio della terza stagione in Italia

Dal prossimo 19 dicembre Retequattro trasmetterà in prima visione la terza stagione di Downton Abbey, serie televisiva britannica molto apprezzata e premiata, tra le altre cose, con dieci Emmy, cinque Bafta e due Golden Globe. Nel Regno Unito e negli Stati Uniti sta andando in onda la quarta stagione e a novembre la serie è stata rinnovata per una quinta stagione.

Downton Abbey è molto diversa dalla maggior parte delle serie televisive degli ultimi anni: è una serie in costume, ambientata in Inghilterra durante la fine dell’età edoardiana (agli inizi del Novecento), e racconta le vicende dell’aristocratica famiglia Crawley e della sua servitù nella tenuta di Downton Abbey, nello Yorkshire. È stata prodotta dalla Carnival Films e trasmessa nel Regno Unito dal canale ITV1 a partire dal 26 settembre 2010: in poco tempo è diventata la serie drammatica britannica in costume di maggior successo al mondo. Per capire la portata di questo successo: nel 2012 Downton Abbey è diventata la serie non americana più volte candidata agli Emmy, oltre a essere stata inserita tra le serie televisive meglio scritte di sempre dalla Writers’ Guild of America.

La storia di Downton Abbey e della famiglia Crawley inizia col naufragio del Titanic, il 15 aprile 1912, che innesca la trama: il conte Crawley, padre di tre ragazze, è costretto a lasciare in eredità a un parente maschio la grande tenuta, ma la morte del futuro genero nell’affondamento del Titanic rovina i suoi piani e fa diventare erede diretto un lontano cugino, Matthew, giovane avvocato di città cresciuto in un contesto borghese, per niente a suo agio con lo stile di vita opulento, e che lui considera assurdo, dei suoi lontani parenti aristocratici. Da lì partono una serie di storie che hanno come protagonisti la famiglia Crawley, il cugino Matthew e i membri della servitù della tenuta. La tenuta a sua volta è un personaggio a sé: un grande edificio che con la sua immobilità avvolge la famiglia Crawley, che invece inizia a veder traballare l’immobilità della sua condizione sociale (sempre uguale e rigida nella sua tradizione).

Le relazioni che si intrecciano tra i personaggi sono molte, complesse e difficili da sintetizzare: i protagonisti si dividono essenzialmente in due gruppi, aristocratici e servitù, e le loro relazioni sono determinate anche da rivendicazioni, conflitti, liti per eredità, diritti, patrimoni, difesa delle tradizioni. Ogni personaggio mostra un pezzetto di storia dell’Inghilterra prima di entrare nella Prima Guerra mondiale, tra cambiamenti sociali e innovazioni tecnologiche.

Le ragioni del successo di Downton Abbey sono diverse. Oltre al grande sforzo produttivo (ogni episodio è costato più di un milione di sterline), grazie al quale sono stati ricostruiti fedelmente ambientazioni e costumi, uno dei punti di forza è sicuramente il cast e la costruzione dei personaggi, complessi e sostenuti da una sceneggiatura molto ben scritta. La serie è stata creata da Julian Fellowes, attore, regista e sceneggiatore inglese (nonché membro della Camera dei Lord), premio Oscar nel 2002 per la miglior sceneggiatura originale per il film Gosford Park, diretto da Robert Altman. Downton Abbey sembra sentire molto l’influenza di quel film: a partire dalla presenza di Maggie Smith – due volte premio Oscar, i più giovani se la ricorderanno nei film di Harry Potter ma ha fatto moltissime grandi cose – fino alla costruzione “corale” della storia e al tema centrale, la rappresentazione del rigido sistema di classi e delle complesse relazioni tra nobiltà e servitù dell’epoca e delle dinamiche e dei codici di comportamento tra “servo” e “padrone”.