• Cultura
  • mercoledì 20 Novembre 2013

5 Pointz è stato imbiancato

Lo storico edificio di New York considerato una specie di tempio dei graffiti è stato pitturato di bianco per volere dei proprietari, nonostante ricorsi e proteste: le foto di com'era e com'è

Nella notte tra lunedì 18 e martedì 19 novembre l’edificio noto come “5 Pointz“, un complesso industriale nel Queens, a New York, considerato dal 1993 una specie di tempio dei graffiti, è stato ripitturato di bianco per ordine dei suoi proprietari. “5 Pointz” è un posto molto conosciuto in città, in cui fino a ieri era concesso agli artisti di tutto il mondo di disegnare i graffiti legalmente, e uno storico ritrovo per gli appassionati di arte di strada. Negli ultimi anni la fama internazionale di “5 Pointz” è cresciuta parecchio, anche se le cose hanno iniziato a mettersi male dal 2011, quando i due proprietari della struttura, Jerry e David Wolkoff, avevano annunciato di volere demolire l’edificio per far costruire due grattacieli da circa 1300 appartamenti. Di recente anche l’artista britannico Banksy – probabilmente il più noto street artist al mondo – aveva chiesto di salvare “5 Pointz” dalla demolizione, tramite un messaggio sul suo sito che accompagnava le foto dell’ultima opera del progetto newyorhese “Better Out Than In”.

L’annuncio della demolizione, che dovrebbe essere completata entro la fine del 2013, ha generato molte proteste tra gli stessi artisti e molti abitanti della zona. Dopo avere cercato inutilmente di ottenere dall’amministrazione di New York il riconoscimento di area di interesse artistico e culturale, centinaia di sostenitori di “5 Pointz” hanno organizzato nei giorni scorsi alcune manifestazioni contro la demolizione dell’edificio. Il responsabile di questa “galleria”, Jonathan Cohen, conosciuto anche come Meres One, aveva provato recentemente a fare un ricorso, ma la scorsa settimana il giudice Frederic Block ha stabilito che non c’era alcuna ragione legale per fermare il progetto dei fratelli Wolkoff. L’account Twitter di “5 Pointz” ha commentato così l’imbiancatura dell’edificio: «Oggi è stato commesso da Jerry Wolkoff il più grave crimine contro l’arte.. Il genocidio di 5 Pointz».

 

Martedì pomeriggio diversi volontari di “5 Pointz” hanno appeso alle pareti dell’edificio delle strisce di carta bianca, su cui molti appassionati hanno scritto frasi di omaggio alla struttura: tra queste, scrive il Guardian, c’è una citazione del famoso discorso di Gettysburg di Abraham Lincoln, di 150 anni fa: »Ci siamo incontrati in un grande campo di battaglia di quella guerra». Jerry Wolkoff ha difeso invece l’ “operazione notturna” in un’intervista a NBC 4 New York: «Potevo farlo pezzo dopo pezzo, facendola diventare una tortura per tutti. Così mi sono detto, “lo faccio in una volta, in modo da mettere fine a questa tortura in un colpo solo”». Wolkoff ha aggiunto che nel nuovo edificio sarà previsto uno spazio riservato agli artisti, migliore di quello che c’era prima.

Il nome “5 Pointz” viene dai cinque distretti amministrativi della città. Nell’edificio industriale dismesso, grande circa 200 mila metri quadrati, sono stati disegnati 350 graffiti colorati dal 1993. All’interno c’era anche il Crane Street Studios, uno spazio affittato a circa 200 artisti che pagano tra i 250 e i 600 dollari al mese.