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  • lunedì 11 Novembre 2013

Il demanio affitterà 69 edifici storici ai privati

Ci sono palazzi, fari, dogane, e un'isola: una villa fiorentina è stata già ristrutturata e trasformata in un albergo

Giuseppe Salvaggiulo ha spiegato lunedì sulla Stampa l’avvio del progetto “Italia Nostra” dell’Agenzia del demanio, che prevede la concessione a privati, per un periodo fino a cinquant’anni, di immobili storici di proprietà dello Stato, in cambio della ristrutturazione e valorizzazione degli edifici. La procedura è stata avviata per 69 edifici, otto dei quali verranno messi sul mercato entro la fine del 2013. Fra gli immobili in lista, fra gli altri, ci sono il convento di San Domenico a Taranto, i caselli daziari all’Arco della Pace di Milano e l’intera isola di Poveglia, nella laguna di Venezia.

Dal quattrocentesco castello di Gradisca al Real Polverificio borbonico di Scafati. Dalla gotica certosa di Pavia voluta da Gian Galeazzo Visconti come mausoleo di famiglia al liberty albergo Verbania sul lago Maggiore. Dal castello ducale di Agliè in Piemonte, il cui primo nucleo fortificato risale al XII secolo, alla caserma Vittorio Emanuele a Gaeta, con una chiesa di età angioina, a strapiombo sul mare. Dalle saline di Tarquinia al faro Colle dei Cappuccini di Ancona, edificato da Pio IX. Dalla colonia Umberto di Savoia sul lungomare di Senigallia al faro di San Domino alle Tremiti. Dopo anni di annunci e ritirate, l’idea di rivitalizzare in chiave turistica una parte del patrimonio storico-artistico italiano abbandonato prende forma. E la lettura del catalogo degli immobili redatto dall’Agenzia del demanio suscita due sentimenti: emozione perché è un racconto di storia patria, rabbia perché si tratta di gioielli abbandonati.

Il progetto si chiama «valore Paese-dimore» e riguarda 117 immobili di proprietà statale in tutta Italia: castelli, fortificazioni, caserme, conventi, palazzi, ville, fari, isole. Caratteristiche comuni: «grande pregio artistico, localizzazione in tessuti storici e paesaggistici di qualità, mete turistiche e culturali affermate o potenziali». L’obiettivo è trasformarli in resort di lusso, campus universitari e sale convegni, centri benessere. Lo strumento è la concessione al privato fino a cinquant’anni, in cambio della ristrutturazione.

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