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  • lunedì 4 novembre 2013

Il caso Cancellieri in 5 punti

Guida minima – per chi era distratto e vuole mettersi in pari – su quello che è successo negli ultimi giorni al ministro della Giustizia

Dalla fine della scorsa settimana i giornali italiani dedicano ampio spazio al cosiddetto “caso Cancellieri”, la vicenda che riguarda il ministro della Giustizia e un suo interessamento nei confronti della famiglia Ligresti. L’intervento in estate di Cancellieri avrebbe contribuito alla scarcerazione di Giulia Maria Ligresti. Diversi esponenti politici di opposizione hanno richiesto le dimissioni del ministro, che dice invece di avere agito seguendo i doveri imposti dal suo mandato e di essere pronto a riferire in Parlamento per chiarire ogni dubbio. Per chi era distratto o vuole recuperare, di seguito tutte le cose da sapere.

1.
Giulia Maria Ligresti era sotto custodia cautelare in carcere (quella che chiamiamo carcerazione preventiva, in attesa di giudizio) da metà luglio, nell’ambito delle indagini della procura di Torino su Fondiaria-SAI, che avevano portato ad altre sei misure di custodia cautelare. La vicenda riguarda il finanziere e imprenditore Salvatore Ligresti, padre di Giulia Maria, altri due suoi figli e tre ex dirigenti della società. L’accusa per tutti era di false comunicazioni sociali e riguardava il bilancio del 2010 di FonSAI: secondo l’accusa avrebbero nascosto la mancanza di circa 600 milioni di euro delle riserve assicurative della società. Per i pm avrebbero comunicato notizie false sul bilancio dell’azienda per evitare conseguenze negative per il titolo in borsa.

La scarcerazione di Giulia Maria Ligresti è avvenuta il 28 agosto 2013, dopo circa un mese di permanenza nel carcere di Vercelli. Le sono stati concessi i domiciliari dopo una perizia medica disposta il 22 agosto e che ha messo in evidenza un peggioramento delle sue condizioni di salute, con una perdita di peso di sei chili in meno di un mese di carcere. Successivamente Ligresti ha patteggiato una pena di due anni e otto mesi, sentenza non ancora definitiva, ed è uscita dagli arresti domiciliari il 19 settembre.

2.
La pubblicazione di alcune intercettazioni da parte di Repubblica e ADNKronos il 31 ottobre ha messo in evidenza un certo interessamento da parte dell’attuale ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, per le vicende giudiziarie dei Ligresti. Cancellieri è un’amica di famiglia e suo figlio, Piergiorgio Peluso, è stato direttore generale di FonSAI per un anno: ha lasciato l’incarico nel 2012, non in buoni rapporti con i Ligresti, e secondo i giornali ha ricevuto una liquidazione da 3,6 milioni di euro.

Al telefono, il ministro Cancellieri dice a metà luglio alla compagna di Ligresti, Gabriella Fragni, un generico “qualsiasi cosa io possa fare conta su di me”. Un mese dopo, spiega Repubblica, Cancellieri “si attiva” dopo essere venuta a conoscenza delle condizioni di salute in peggioramento di Giulia Maria Ligresti (il 17 agosto sui giornali si era parlato di un rifiuto da parte del giudice per le indagini preliminari di farla uscire dal carcere per motivi di salute). Cancellieri “parla con i due vice capi di dipartimento del DAP, il Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, per ‘sensibilizzarli’ sul fatto che Giulia Maria Ligresti soffre di anoressia”. Pochi giorni dopo Ligresti esce dal carcere e viene messa ai domiciliari.

Ancora prima della scarcerazione di Giulia Maria Ligresti, la procura di Torino sente Anna Maria Cancellieri che dice di avere ricevuto una telefonata da Antonino Ligresti, uno dei fratelli, e di essersi attivata di conseguenza con i due vice capi del DAP “perché facessero quanto di loro stretta competenza per la tutela della salute dei carcerati”.

3.
In seguito alla pubblicazione delle intercettazioni si è aperto un ampio dibattito, soprattutto politico, sull’accaduto. Il Movimento 5 Stelle è stato il più critico nei confronti di Cancellieri e ha annunciato di volere presentare una mozione di sfiducia nei suoi confronti, mentre altre critiche sono arrivate anche da SEL e da alcuni membri del Partito Democratico. Cancellieri viene accusata di essersi attivata per conto di un suo amico, per giunta piuttosto potente: e anche se la detenzione di Giulia Ligresti fosse stata ingiusta o pericolosa, altri detenuti nelle sue circostanze non avrebbero potuto usufruire dello stesso impegno da parte del ministro. Cancellieri il 31 ottobre ha inviato una breve lettera alla Camera e al Senato, spiegando il senso del suo intervento e ricordando di avere agito in modo simile per altri casi pervenuti al suo ufficio “da chiunque” inoltrati ricordando che “intervenire è il compito del ministro della Giustizia”.

In seguito alla polemica contro Cancellieri, sempre il 31 ottobre la procura di Torino ha diffuso una nota in cui viene definita “arbitraria e del tutto destituita di fondamento ogni illazione che ricolleghi la concessione degli arresti domiciliari a circostanze esterne di qualunque natura”. Gli altri magistrati coinvolti hanno confermato la correttezza del comportamento del ministro, per quanto riguarda i suoi compiti e il suo ruolo, nella vicenda.

4.
Ospite del congresso dei Radicali a Chianciano Terme, sabato 2 novembre Cancellieri ha annunciato che martedì riferirà in Parlamento sulla vicenda della scarcerazione di Giulia Maria Ligresti. Il ministro ha confermato che non intende dimettersi e ha ricordato che “negli ultimi tre mesi ho fatto più di cento interventi per persone che ho incontrato nel corso delle mie visite in carcere o i cui familiari si sono rivolti a me anche solo tramite una email”.

5.
Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha spiegato di avere piena fiducia nel ministro Cancellieri. Con una nota, il governo ha spiegato che l’intervento del ministro della Giustizia in Parlamento di martedì 5 novembre aiuterà a “fugare ogni dubbio” sulla vicenda, ricordando che il breve comunicato della procura di Torino ha già contribuito a fare maggiore chiarezza.

11 domande su Cancellieri e il carcere, di Luca Sofri

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