• Mondo
  • giovedì 31 Ottobre 2013

Il sole d’inverno riflesso a Rjukan

Sopra la piccola città norvegese, quasi sempre al buio, sono stati installati tre specchi per riflettere i raggi solari, e gli abitanti hanno festeggiato molto

Mercoledì 30 ottobre gli abitanti della città norvegese di Rjukan, a circa 80 chilometri da Oslo, si sono ritrovati nella piazza principale del centro per inaugurare l’installazione di un sistema particolare di tre specchi che porterà più luce verso l’abitato. Rjukan è stata costruita all’inizio del secolo scorso in una valle piuttosto profonda: durante i sei mesi invernali, dove la luce del sole è già molto scarsa, le montagne che circondano la valle lasciano in ombra la città anche nelle ore centrali della giornata.

Mercoledì la piazza principale di Rjukan si è illuminata per la prima volta grazie alla luce riflessa dagli specchi appena installati a 450 metri di altezza sopra la città. Un migliaio di persone (su circa 3300 abitanti), tra cui diversi bambini con di occhiali da sole, hanno applaudito e festeggiato l’arrivo dei primi raggi riflessi. I festeggiamenti sono proseguiti in maniere particolari e bizzarre: diverse persone si sono messe comode sulle sdraio portate per l’occasione, sorseggiando un cocktail; altri hanno giocato a beach volley su un campo di sabbia di fortuna; molti hanno sventolato bandierine norvegesi, e un gruppo locale ha suonato “Let the Sunshine In“, dal musical “Hair” del 1967.

Come ha raccontato Steinar Aergsland – il sindaco di Tinn, la municipalità che comprende anche Rjukan – l’idea di portare più luce alla città fu pensata per la prima volta 100 anni fa dall’ingegnere e industriale norvegese Sam Eyde. Eyde era incaricato di sviluppare la città di Rjukan, che avrebbe dovuto fornire manodopera alla centrale elettrica costruita ai piedi di una cascata lì vicino. La tecnologia esistente allora, però, non permise la realizzazione di un progetto che sfruttasse i raggi di sole nei mesi invernali. L’idea del sistema dei tre specchi, scrive il settimanale Time, è stata ripresa nel 2005 da un artista locale, Martin Andersen, che tra fondi pubblici e sponsorizzazioni private è riuscito a raccogliere i circa 850mila dollari necessari per la realizzazione del progetto. Le resistenze iniziali sull’uso di soldi pubblici sono state in parte superate anche perché nel 2006 un progetto simile fu realizzato nella città italiana di Viganella, in Piemonte, dove furono installati specchi simili a quelli che ci sono oggi a Rjukan.

Il sindaco Bergsland ha detto di sperare che il sistema di specchi possa attirare molti visitatori da tutta la regione: finora, ha spigato, Rjukan era conosciuta solo per il coraggio di un uomo che diversi decenni fa sabotò il tentativo di Hitler di sviluppare la bomba atomica nella centrale idroelettrica nei pressi della città.