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  • lunedì 14 ottobre 2013

Nessuno in Africa si merita il premio Ibrahim

È uno dei più importanti al mondo per un politico: nel 2013 non lo ha vinto nessuno, per mancanza di qualità di leadership "eccezionali"

Per la quarta volta in cinque anni, uno dei premi individuali più importanti del mondo per un personaggio politico non è stato assegnato. Il premio Ibrahim per il buon governo in Africa, istituito nel 2007 dalla fondazione del milionario sudanese Mo Ibrahim, prevede dei criteri molti stringenti: come si legge dal sito della fondazione, il premio può essere assegnato solo a un ex capo di stato o di governo di un paese africano, che è stato in carica almeno tre anni – ma solo dopo essere stato eletto democraticamente – e che ha dimostrato di avere qualità di leadership “eccezionali”, diventando un modello per tutto il continente.

Il premio Ibrahim, continua il sito della fondazione, riconosce e celebra i leader che hanno permesso ai loro paesi di svilupparsi e ai loro popoli di uscire da una condizione di povertà. Anche quest’anno però, ha fatto sapere il comitato incaricato di assegnare il premio, nessun leader africano ha risposto ai criteri stabiliti dalla fondazione. A nessuno è stato quindi assegnato il premio in denaro previsto dall’assegnazione del premio: 5 milioni di dollari più un vitalizio di 200mila dollari all’anno.

Dal 2007 sono stati solo tre i leader africani a vincere il premio Ibrahim: nel 2007 se l’è aggiudicato Joaquim Alberto Chissano, ex presidente del Mozambico (in carica dal 1986 al 2005) premiato per avere favorito «la pace, la riconciliazione, la democrazia stabile e il progresso economico dopo la guerra civile»; nel 2008 il premio è stato assegnato a Festus Gontebanye Mogae, ex presidente del Botswana (in carica dal 1998 al 2008), per avere «consolidato la stabilità e la prosperità del Botswana nonostante la pandemia di HIV/AIDS che ha minacciato il futuro del suo paese e del suo popolo»; nel 2011 il premio è stato vinto da Pedro de Verona Rodrigues Pires, ex leader di Capo Verde (presidente dal 2001 al 2011, primo ministro dal 1975 al 1991), per avere «trasformato la piccola isola in un modello di democrazia, stabilità e prosperità».

Il sito della fondazione Ibrahim cita anche l’ex presidente del Sudafrica Nelson Rolihlahla Mandela, a cui è assegnato un premio onorario, di lui si legge: «uno dei leader più eccezionali del nostro tempo. Durante una vita di sacrificio personale, si è dedicato alla lotta contro l’apartheid in Sudafrica, e ha servito come primo presidente di quel paese».

In un articolo del 2011 il New Yorker raccontava diverse cose di Mo Ibrahim, fondatore della famosa compagnia telefonica mobile Celtel. Nel marzo 2011, scriveva il New Yorker, diversi studenti riempirono un’aula dell’Università del Ghana per ascoltare un discorso dell’importante e ricco uomo d’affari sudanese. Ibrahim osservò che in Africa c’era una grande disparità tra la ricchezza del continente e la povertà della popolazione che lo abitava. Attribuì la responsabilità «al catastrofico fallimento della leadership e della capacità di governo.. troppi dittatori, troppi megalomani, troppi ladri che sfruttano il continente per i loro interessi personali e famigliari». Ibrahim, oltre al premio annuale del buon governo, creò anche l’Indice di Ibrahim per la Governance in Africa, che attribuisce un ranking numerico a tutti i 53 governi del continente.

Foto: Mo Ibrahim (STEPHANE DE SAKUTIN/AFP/Getty Images)

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