• Italia
  • lunedì 7 ottobre 2013

Quando è cambiata la vita di Saviano

Lo ha raccontato oggi in tribunale a Napoli, durante il processo per le minacce ricevute dai boss dei casalesi

Repubblica riporta la testimonianza dello scrittore Roberto Saviano al processo per le minacce ricevute dai boss del clan dei casalesi, durante l’appello del processo Spartacus nel 2008.

Lo scrittore Roberto Saviano è in tribunale a Napoli come testimone al processo per le minacce ricevute durante l’appello di “Spartacus” dai boss del clan dei casalesi Francesco Bidognetti e Antonio Iovine tramite i loro legali. Il dibattimento è in corso davanti alla terza sezione del Tribunale, collegio A.

Comincia il pm : “Teste Roberto Saviano, dica al tribunale qual è la sua attività e quali sono le fasi salienti che l’hanno portata a diventare il giovane autore di Gomorra”. Sono le 11.36. Lo scrittore, circondato da quattro carabinieri, entra nell’aula 115 del tribunale. Saviano è parte lesa nel processo che vede imputati per “minacce aggravate dall’articolo 7”, ovvero dalla finalità mafiosa, i superboss Bidognetti e Iovine, e gli avvocati Michele Santonastaso e Carmine D’Aniello.

“La mia vita comincia a cambiare dopo che a Casal di Principe, invitato dall’allora presidente Bertinotti e dall’ex assessore regionale Gabriele, dico ad alta voce i nomi dei boss che nessuno aveva mai pronunciato da un palco: i nomi di Schiavone, di Bidognetti, di Iovine. In piazza, mentre io parlavo agli studenti, in pubblico, di quei nomi che devastavano il territorio, qualcosa successe: il figlio di Schiavone-Sandokan mi fissa, parla e dice delle cose in strada, la gente si gira, non guarda più noi ma guarda lui”.

(Continua a leggere su Repubblica.it)

Roberto Saviano (Stefania D’Alessandro/Getty Images)

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