• Italia
  • venerdì 6 Settembre 2013

Il raddrizzamento della Costa Concordia

Tutto è quasi pronto, sarà compiuto nella seconda metà di settembre, e si discute ancora sulla scelta del porto dove sarà smantellata

Nella seconda metà di settembre – stando alle stime degli enti coinvolti – si svolgerà l’operazione di raddrizzamento della nave da crociera Costa Concordia, affondata nel gennaio 2012 davanti all’isola del Giglio e il cui relitto ha subito da allora una lunga serie di interventi preparatori alla sua rimozione. La data esatta per i lavori di raddrizzamento vero e proprio sta venendo discussa in questi giorni, come racconta Laura Montanari su Repubblica.

Ormai è una questione di giorni, quindici o venti al massimo. Poi ci siamo: inizieranno le grandi manovre per rimettere la Concordia in assetto verticale. “Servirà una rotazione di 65 gradi” spiega l’ingegner Francesco Porcellacchia, il coordinatore per conto di Costa, della complessa rimozione della grande nave da crociera naufragata per un “inchino” più di 600 giorni fa, davanti all’isola del Giglio. Nessuno ha mai affrontato una sfida di questo genere. Quasi un rompicapo: il monumentale scafo (289 metri di lunghezza e 35 di larghezza), che imbarcava oltre 4.000 persone, è piegato e appoggiato sul fondo a due speroni di roccia che l’hanno in parte bucato. Per non rischiare di farlo scivolare più, nella scarpata marina, è stato imbrigliato con cavi e con 11 torri. “Stiamo ultimando i lavori di preparazione, ma cominciamo a vedere una luce in fondo al tunnel”, confessa l’ingegnere di Costa. Cinquecento addetti che si avvicendano intorno al relitto da mesi, lavori che proseguono giorno e notte, senza domeniche, senza soste. Adesso il d-day è vicino: oggi pomeriggio, nella riunione convocata dal capo della Protezione civile Franco Gabrielli, potrebbe essere già definita una data: tra il 20 e il 23 settembre ha detto ieri il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, mentre sull’isola si allarga la forbice delle possibilità sul calendario, dal 16 al 26.

(continua a leggere su Repubblica Firenze)