• Cultura
  • martedì 3 settembre 2013

È finito Burning Man

È finito il festival della spettacolare città provvisoria, delle macchine e dell'enorme scultura bruciata nel deserto del Nevada

Lunedì 2 settembre si è concluso nel Black Rock Desert in Nevada il festival di arte, musica e “autosufficienza” che si chiama Burning Man e che ha caratteristiche creative e spettacolari uniche.
Burning Man si tiene ogni anno dal 1991 durante la settimana che precede la festa del Labor Day.
Migliaia di persone si radunano nel deserto e costruiscono dal nulla una città che funziona con regole anarchiche e rigide insieme, Black Rock City, e che fanno scomparire alla fine della settimana.
Quest’anno i partecipanti sono stati circa 70.000 (le richieste per i biglietti, che costavano 380 dollari, erano circa il quadruplo).
Ogni anno i partecipanti costruiscono gigantesche macchine e sculture che caratterizzano il paesaggio della “Playa” (così viene chiamata la città provvisoria), tra cui la gigantesca scultura di legno che viene bruciata l’ultima sera del festival. Questa scultura aveva forma umana, in origine, e da lì viene il nome “Burning Man”. Il festival è stato via via negli anni associato a culture a cavallo tra il post-hippy, il libertario, il geek, il tecnofanatico, il modaiolo anticonformista e il modaiolo conformista: oggi i suoi tratti principali sono soprattutto estetici, definiti dalle sue creazioni e dall’estemporanea urbanizzazione del deserto. Che se è diventato un rituale fotografico annuale per magazine di tutto il mondo, è comunque uno spettacolo sempre affascinante.