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  • lunedì 2 Settembre 2013

I controlli telefonici dell’antidroga USA

Il New York Times racconta "Hemisphere Project", che dà accesso a 26 anni di tabulati telefonici (un database più esteso di quelli della NSA) grazie alla complicità di AT&T

Il New York Times ha pubblicato un nuovo articolo che rientra nel filone delle inchieste sui modi con cui gli Stati Uniti sorvegliano le telecomunicazioni, partite dalle rivelazioni fornite dall’ex collaboratore dell’intelligence statunitense Edward Snowden. Il giornale riferisce dell’esistenza di “Hemisphere Project”, una iniziativa organizzata dall’antidroga federale e statale in collaborazione con la società telefonica AT&T per tenere sotto sorveglianza comunicazioni che possono portare all’identificazione di spacciatori e organizzazioni criminali. Il sistema è molto esteso e, sotto diversi aspetti, supera per dimensioni quello messo in piedi dalla National Security Agency (NSA), l’agenzia di intelligence conosciuta per raccogliere dati e informazioni sulle comunicazioni online di milioni di persone (quella del caso PRISM, per intenderci).

Stando alla documentazione ottenuta dal New York Times, il governo statunitense paga AT&T per fare in modo che questa fornisca i propri esperti alle squadre che si occupano dell’antidroga in giro per il paese. Gli impiegati di AT&T collaborano con gli agenti della Drug Enforcement Administration (DEA), mettendo a loro disposizione l’enorme archivio telefonico della società, che mantiene informazioni sulle chiamate effettuate a partire dal 1987. Gli agenti possono quindi consultare 26 anni di tabulati, molti dati in più rispetto alla NSA che autonomamente mantiene gli archivi delle chiamate per cinque anni e poi li distrugge.

Le informazioni su Hemisphere Project sono state passate al New York Times da Drew Hendricks, un attivista di Port Hadlock (Washington), che è entrato in possesso di una presentazione PowerPoint non riservata, ma comunque contrassegnata come contenente “informazioni sensibili”. Hendricks aveva chiesto di visionare il materiale in più occasioni, ottenendo infine qualche dettaglio dalle forze dell’ordine.

Secondo la presentazione, Hemisphere Project fu avviato nel 2007 e da allora è stato mantenuto attivo in gran segreto. Nel testo si invita a non fare “mai riferimento in nessun documento ufficiale” al progetto e il New York Times dice di non averne trovato traccia nemmeno tra le audizioni pubbliche del Congresso. Il sistema è attivo su larga scala e quotidianamente ha a disposizione i tabulati con i dettagli di circa 4 miliardi di nuove telefonate. Tra le informazioni disponibili, oltre ai numeri del chiamante e del ricevente, ci sono anche dati sulla loro posizione geografica.

L’amministrazione Obama ha confermato al New York Times l’esistenza di Hemisphere Project, spiegando che il sistema nel complesso non introduce grandi novità rispetto alle classiche tecniche di indagine legate alle intercettazioni e che si rivela molto utile per tenere sotto controllo i sospettati che cambiano spesso telefono, proprio per non essere identificati. A differenza di come agisce la NSA, in questo caso i dati sono conservati da AT&T e non dal governo. L’intero programma è pagato dalla DEA e dall’ufficio del governo che si occupa delle politiche sulle sostanze stupefacenti, ma non ci sono informazioni su quanto costi mantenerlo in piedi.

Per ottenere informazioni, chi sta conducendo le indagini deve richiedere un mandato alla DEA, ma secondo diversi esperti consultati dal giornale non si tratta di una garanzia sufficiente per la tutela della privacy dei cittadini. L’ipotesi è che il progetto sia stato mantenuto segreto non solo per motivi di sicurezza, ma anche perché sarebbe difficile sostenere davanti a un giudice che Hemisphere Project non viola il quarto emendamento della Costituzione, quello che protegge dalle perquisizioni irragionevoli.

AT&T ha preferito non rispondere a buona parte delle domande inviate dal New York Times per avere qualche dato più chiaro su Hemisphere Project. Non è quindi dato sapere quanto sia grande il database del progetto, quale sia la percentuale delle chiamate negli Stati Uniti monitorate né se AT&T abbia effettuato qualche verifica legale prima di partecipare all’iniziativa. Le altre compagnie telefoniche attive negli Stati Uniti non hanno risposto alle domande su un loro possibile coinvolgimento.