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  • mercoledì 7 agosto 2013

La casa del sequestro di Cleveland non esiste più

È stata demolita - e cancellata anche da Google Street View - per evitare che diventasse una meta di squilibrati e curiosi

Mercoledì mattina è stata demolita la casa di Ariel Castro in Seymour Avenue a Cleveland, in Ohio, dove Castro segregò, violentò e torturò per più di dieci anni Amanda Berry, Gina DeJesus e Michelle Knight, che aveva rapito quando avevano rispettivamente 14, 16 e 20 anni. La demolizione dell’abitazione a due piani è stata condotta gratuitamente da due imprese del posto: è iniziata alle 7:30 del mattino – ora locale – ed è durata poco più di un’ora. I lavori, a cui hanno assistito alcuni passanti e abitanti della zona, sono stati trasmessi in streaming online. Era presente anche Michelle Knight che ha tenuto un breve discorso, dicendo che ci sono ancora molte persone sequestrate in attesa di essere trovate e ha invitato le loro famiglie a non abbandonare la speranza. Knight aveva con sé alcuni palloncini gialli, simbolo delle persone rapite, che poi ha liberato in aria.

La demolizione della casa fa parte dell’accordo firmato a fine luglio tra l’accusa e la difesa. Castro, accusato di 977 capi d’accusa, è stato condannato a più di mille anni di carcere, che ha accettato di scontare senza la possibilità di uscire per buona condotta evitando in cambio la pena di morte. Come ha spiegato Josepg Frolik, avvocato dell’ufficio del procuratore, «non vogliamo che la casa diventi una specie di santuario macabro e raccapricciante per curiosi». Per questo motivo tutte le macerie sono state portate via con le gru per evitare che qualcuno cerchi di portarsi via qualche frammento della casa. L’immagine dell’abitazione è stata anche cancellata da Google Street View. USA Today ha scritto che la contea di Cuyahoga, dove si trova Cleveland, sta cercando di ottenere il rogito delle due case vicine, che sono disabitate: probabilmente verranno demolite anche quelle, così da creare uno spazio pubblico.

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